menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Truffa ai venditori di auto di lusso: preso un altro membro della banda

Il 29enne è stato arrestato ad Abbiategrasso. L'operazione del 20 giugno aveva portato all'arresto di 5 dei 9 componenti della banda. Poi, il 28 giugno scorso la polizia aveva preso altri due complici

La sera del 9 luglio u.s., nella zona di Abbiategrasso (Milano), è stato rintracciato F.T. di 29 anni, l’ottavo componente il sodalizio criminale in argomento.
Una pattuglia dell’Arma, in un normale servizio di perlustrazione, fermava il ricercato ed il suo nominativo veniva controllato negli archivi delle Forze di Polizia ove, fin dall’inizio dell’operazione, era stata inserita una nota di rintraccio da parte della Sezione Rapine Squadra Mobile di Parma.
In seguito venivano contattati gli investigatori parmigiani i quali hanno provveduto a trasmettere copia dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, che è stata notificata a  F.T. il quale è stato arrestato e tradotto presso il carcere San Vittore di Milano.
 

LA TRUFFA E I PRIMI ARRESTI
Il 20 giugno scorso, gli uomini della squadra Mobile unitamente al personale della polizia stradale hanno sgominato una banda di criminali dediti a truffe e riciclaggio di auto.
In particolare, i possessori di auto di auto di lusso (Porsche, Bmw, Mercedes, Ferrari, Audi) o di camper, dopo aver inviato inserzioni di vendita  su siti internet o riviste specializzate, venivano contattati da alcuni individui interessati all’acquisto; nel corso della contrattazione telefonica, a seguito di scambio di fotografie del veicolo, veniva concordato il prezzo di vendita (sempre nell’ordine di diverse decine di migliaia di euro) e fissato il punto d’incontro, solitamente in prossimità dell’uscita di un casello autostradale.

Assecondando la richiesta della vittima di turno, i malviventi consegnavano in pagamento al venditore un assegno circolare dell’importo pattuito e successivamente si portavano presso l’Ufficio Anagrafe del Comune più vicino ove veniva formalizzata la compravendita, secondo la vigente normativa, mediante annotazione sul retro del certificato di proprietà.
Ottenuta l’iscrizione della vendita sui documenti dell’auto i malviventi si recavano immediatamente al P.R.A. per effettuare la radiazione dal Pubblico Registro per l’esportazione consegnando targhe e libretto; nel frattempo il venditore si recava in banca a versare l’assegno circolare, scoprendo di avere in mano solamente un foglietto a colori di carta straccia.

Infatti, gli assegni circolari utilizzati per il pagamento altro non erano che assegni postali o bancari, tratti su conti correnti estinti, sui quali era stato scritto con macchina da scrivere l’importo, il beneficiario e, come richiesto, la dicitura "circolare".
Nel corso della lunga indagine, che ha permesso di quantificare il danno patrimoniale complessivo di oltre due milioni di euro per un totale di ben 49 auto sottratte con l’inganno e riciclate per lo più all’estero, sono stati sequestrati undici veicoli  per un valore approssimativo di 350.000 euro.
Particolare rilevante da segnalare che alcuni dei malviventi appartenenti all’etnia dei nomadi “Sinti”, essendo già schedati sia nella banca dati delle Forze di Polizia che negli archivi degli Istituti di Credito e delle PP.TT., per riuscire ad ottenere l’apertura di conti correnti su cui poi emettere gli assegni, hanno cambiato il cognome originario.

PRESI ALTRI DUE MEMBRI DELLA BANDA
 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Viaggi in Europa: ecco cos'è il passaporto Covid

Attualità

Covid: a Parma quasi 45 mila vaccinazioni

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ParmaToday è in caricamento