Cronaca

Truffe online: vende una gabbietta ma perde quasi 1.500 euro

Un raggiro telefonico, attraverso la tecnica dello sportello ATM: pensava di digitare il saldo ma trasferisce la somma di 1.425 euro dal bancomat del padre

Nei giorni scorsi i Carabinieri della Stazione di San Pancrazio Parmense a conclusione di due attività d’indagine hanno denunciato per truffa un 59enne ed una 48enne entrambi di origine campana e gravati da specifici precedenti di polizia.

L’uomo con artifizi e raggiri è riuscito ad impossessarsi della somma di circa 1.425 euro asportata ad una 45enne di Parma. I fatti risalgono a novembre, quando la vittima ha pubblicato un annuncio per la vendita di una gabbia per conigli su un noto portale web di compravendita, fissando il prezzo a 98,00 euro.

Immediatamente è stata contattata. Al telefono c'era un uomo, aveva un accento lombardo. L’acquirente, mostrando urgente interesse per la gabbia, ha chiesto di poter pagare subito quella sera, affinché potesse attivare i corrieri in tempi brevi e ha invitato la vittima a recarsi presso uno sportello ATM. L’intenzione dell’uomo sarebbe stata quella di effettuare una ricarica della carta della 45enne, inizialmente scettica sulla natura dell'operazione, ma rassicurata da una strana dichiarazione: questo tipo di operazioni, su ATM, erano possibili da gennaio 2020. Convinta, ha raggiunto lo sportello dove è stata ricontatta.

Mentre il 59enne ha dettato le operazioni da eseguire, che effettuava passo passo, utilizzando la propria carta bancomat, l'operazione si era bloccata, con la donna costretta a utilizzare la tessera del padre. La procedura: inserire il bancomat, digitarne il PIN, cliccare su “carta prepagata”, inserire il codice da lui dettato e selezionare la voce “altri importi” digitando la cifra 1.425, 44, a dire dell’uomo il saldo della propria carta da cui la donna avrebbe dovuto prelevare i 98,00 euro per la vendita della gabbia. Dopo aver effettuato l’operazione, ha richiesto di ripetere tutto da capo per verificare l’effettiva ricezione del denaro, ma questa volta la donna non è riuscita a completare l'operazione, intuendo di essere stata raggirata. Difatti, tornando a casa e controllando assieme al padre l’estratto conto tramite homebanking, si è resa conto di aver effettuato una ricarica del valore di 1.425 Euro. 

Il giorno seguente il truffatore, non contento di essersi già impossessato di una cospicua somma ha contattato la donna adducendo scuse su un errore da lui commesso, risolvibile nell’effettuare le stesse operazioni del giorno prima. Si è rifiutata, chiedendo il risarcimento dei soldi tramite bonifico. Dopo la telefonata l’uomo si è reso irreperibile.

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