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Truffe al Servizio Sanitario Nazionale: arrestate due persone che coordinavano un centro dialisi a Fornovo

I due si trovano ai domiciliari, un medico è stato interdetto dalla professione sanitaria per un anno, ci sono altri indagati e una cifra ragguardevole è stata sequestrata. Tutto questo è scaturito da un'operazione dei NAS su false prestazioni sanitarie mai effettuate, ma sempre rimborsate.

Due persone arrestate ora ai domiciliari, una misura di divieto temporaneo di esercizio della professione medica per un anno, sette decreti di perquisizione domiciliare e un sequestro preventivo per 60.000 euro. Questi sono i numeri dell’operazione Diabolik condotta dai NAS di Parma a partire dal 2014 e conclusasi questa mattina con l’arresto del legale responsabile di un centro dialisi ubicato a Fornovo e di una sua stretta collaboratrice, infermiera professionale, dipendente del centro, entrambi residenti a Parma. I due, insieme con una terza persona residente a Reggio Emilia, che in qualità di medico del centro dialisi attestava l’avvenuta esecuzione di sedute di dialisi extra di fatto mai eseguite, sono accusati di truffa al Servizio Sanitario Nazionale. I tre avrebbero dichiarato l’effettuazione di prestazioni sanitarie rivelatesi invece mai eseguite, per le quali veniva richiesto all’A.S.L. il relativo rimborso spese tramite l’indicazione - riportata nella scheda paziente - della dicitura “dialisi extra”.

Inoltre avrebbero  creato falsi in cartella clinica per sviare le investigazioni in corso e poter proseguire l’attività illecita, inserendo motivazioni che potessero giustificare l’effettuazione delle dialisi, che poi non venivano effettuate, il cui costo però veniva rimborsato dal Sistema Sanitario Nazionale. Nell’ambito della stessa indagine risultano indagate,per gli stessi reati, altre quattro persone tra personale infermieristico e personale medico.  Nel corso delle indagini sono risultate 413 prestazioni sanitarie fittizie, che hanno consentito di ottenere il rimborso della somma di poco meno di 60.000 euro, confiscati su richiesta della Procura della Repubblica di Parma. Perquisiti inoltre le abitazioni dei tre principali indagati, due studi di commercialisti – ubicati a Parma - detentori di documentazione utile alle indagini, il centro dialisi idi Fornovo,  il centro dialisi dell’ospedale di Oglio Po (CR) il cui personale operava anche presso il centro dialisi della provincia di Parma.

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