La rinascita di Ubik: dall'inferno della Ghiaia ai portici di via Mazzini

Oggi la Ubik, dopo la disastrosa gestione dello storico mercato parmigiano, si è spostata in via Mazzini e vive una vita nuova. Ma la Ghiaia non è cosa dimenticata, anzi a ricordare l'anno di lotta per la sopravvivenza c'è la causa con "Progetto Ghiaia"

"Io sono vivo, voi siete morti". Lasciatemi citare in modo improprio la celebre frase dal romanzo di Philip K. Dick, "Ubik", per dire che l'omonima libreria di Parma più o meno come uno dei protagonisti del libro, Glen Runciter, ha tentato di far capire che era viva nonostante in Ghiaia fosse relegata in un angolo poco visibile, costretta a far fronte ai problemi quotidiani causati da una organizzazione poco razionale della piazza. Oggi la Ubik, dopo la disastrosa gestione dello storico mercato parmigiano, si è spostata in via Mazzini e vive una vita nuova. Ma la Ghiaia non è cosa dimenticata, anzi a ricordare l'anno di lotta per la sopravvivenza - tra i 40 gradi sofferti in estate e la pioggia sui libri in inverno - c'è la causa con "Progetto Ghiaia", gestore degli spazi commerciali della piazza.

Poi a dirla tutta più che una piazza quella era diventata un'arena: "Ogni giorno dovevamo litigare con qualcuno - spiega Carmen Saraceno, che gestisce la libreria insieme al marito e titolare Giovanni Musumeci - perché chi faceva il mercato metteva i banchi davanti alle nostre vetrine, perché i camion bloccavano l'entrata, perché i commercianti non volevano reagire ma campare di rendita". Secondo Carmen, infatti, chi lavora o lavorava in Ghiaia non ha voluto "riprendersi" la piazza: "C'era troppa disgregazione e aleggiava sempre un clima di pessimismo che non ha permesso a nessuno di sfruttare quello spazio incredibile. Tante volte - continua Carmen - ho chiesto di realizzare iniziative che potessero attirare i cittadini, ad esempio si potevano allestire corsi di cucina e noi avremmo potuto sostenere le diverse attività collegandole alla libreria con progetti culturali".

In realtà nulla di tutto questo è stato fatto. Al contrario "Progetto Ghiaia" ha negato anche il permesso, richiesto dalla Ubik, di svolgere alcuni incontri con gli autori in piazza. "Insomma - commenta Carmen - ci era stato venduto come uno spazio dalle mille possibilità ma, come nella favola di Pinocchio, si è trasformato nell'albero delle monete che non sarebbe mai cresciuto". A quel punto, falliti tutti i tentativi per ridare vita alla piazza e con l'imminente chiusura del mercato alimentare coperto, non è rimasta altra possibilità se non il trasferimento.

Dal 19 luglio scorso la libreria ha trovato spazio sotto i portici di via Mazzini e oggi continua a lavorare per "colmare un vuoto e arricchire la città con tanti progetti diversi realizzati e da realizzare". A questo proposito sicuramente vale la pena di menzionare il "Progetto Legalità", partito lo scorso anno, che Carmen vorrebbe far diventare un appuntamento fisso. Non solo, resta importante per la Ubik coltivare il rapporto con le scuole: "Quest'anno - ha spiegato Carmen - il 'Progetto Lettura' ha coinvolto le elementari dell'Istituto comprensivo "G.Verdi" di Corcagnano. Siamo molto soddisfatti di questa iniziativa perché in un certo senso possiamo portare la libreria a scuola e gli incontri degli autori con i bambini sono davvero stimolanti". Poi ci sono le rassegne mensili, come quella dedicata alle donne e già realizzata - "Vagamonde" - o quella dedicata a Diritti e Storia realizzata a novembre che riprenderà il prossimo anno con la collaborazione del Centro Studi Movimenti.

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Lo scopo quindi non vuole essere quello di aprire le porte di una libreria supermercato, come ha spiegato bene Carmen, ma piuttosto di offrire un luogo in cui trovare quella ricchezza che a volte solo la lettura può restituire, insieme ai preziosi consigli di un buon libraio. E Carmen ci lascia proprio con un suggerimento di lettura: per i più piccoli "Jason" di Barbara Frandino e per i grandi "La bellezza delle cose fragili" di Taiye Selasi. "Non ve ne pentirete", parola di Ubik.

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