menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Un energetico cutaneo per guarire le ulcere della pelle: al via a Parma il progetto finanziato dalla Regione

Lo studio è condotto da Gino Bernuzzi, medico dell’Immunoematologia e medicina trasfusionale, ed Edoardo Raposio, direttore della Chirurgia della cute

È stato recentemente avviato lo studio finanziato dalla Regione Emilia-Romagna con 148 mila euro nell’ambito dei progetti di ricerca Piano Sangue e Plasma. A condurlo due medici dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma: Gino Bernuzzi, promotore del progetto, dirigente medico dell’unità operativa Immunoematologia e Medicina trasfusionale diretta da Alessandro Formentini, ed Edoardo Raposio, direttore della struttura di Chirurgia della cute. In estrema sintesi i due ricercatori stanno studiando un “energetico cutaneo” in grado di riparare le ulcere della cute, ricavato miscelando un plasma ad altissima concentrazione di piastrine estratto dal sangue del paziente con le cellule staminali del tessuto adiposo.

In Italia sono circa 2 milioni le persone affette da ulcere cutanee causate principalmente da malattie vascolari, diabete, traumi e lesioni da pressione. Le ulcere degli arti inferiori, oggetto dello studio, colpiscono l'1% degli adulti ed il 3,6% delle persone di età superiore ai 65 anni.

L’attività di ricerca degli ultimi anni si è mossa verso un sempre maggiore impiego terapeutico dei fattori di crescita, citochine e cellule staminali, per facilitare la guarigione dei tessuti. In quest’ambito, prende il via il progetto per il trattamento delle ulcere della pelle che prevede l’arruolamento progressivo (fino a 62) di pazienti che abbiano però i requisiti necessari e i criteri di eleggibilità richiesti dai protocolli di studio.

Il sangue prelevato viene “centrifugato” e “separato” così da produrre un concentrato piastrinico contenente fibrina (PRF), ricco di fattori di crescita, che rigenera i tessuti. Successivamente, attraverso un intervento chirurgico di liposuzione viene prelevato il tessuto adiposo dalla zona addominale del paziente ed estratte le cellule staminali mesenchimali (ASC), per una quantità variabile a seconda della dimensione dell’ulcera da trattare. Quindi il “lipoaspirato” è trattato, in sala operatoria con apparecchiature dedicate, al fine di isolare correttamente le cellule staminali. Le frazioni isolate dovranno quindi essere miscelate con il PRF precedentemente prodotto, al fine di ottenere una soluzione da iniettare e distribuire sulla superficie della lesione cutanea.

Lo scopo principale di questo studio è quello di valutare l'efficacia del plasma ad alta concentrazione di piastrine arricchito di cellule staminali, innovative perché oltre a favorire la guarigione dell’ulcera cutanea stimolano la creazione di nuovi vasi sanguigni. Poiché il tessuto adiposo umano è onnipresente e facilmente ottenibile, in quantità di rilievo, mediante procedure chirurgiche effettuate in anestesia locale e con disagio limitato per il paziente, esso si configura quale fonte alternativa ottimale di cellule staminali adulte autologhe per la rigenerazione di tessuti.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Festa di Liberazione: ecco il programma del 25 aprile a Parma

Attualità

Vaccino Moderna: Sda consegna oggi altre 21.600 dosi

Attualità

Cgil: assemblea per far ottenere i rimborsi ai rider

Ultime di Oggi
  • Cronaca

    Scuola, retromarcia sull'apertura: sarà al 60% e non al 100%

  • Cronaca

    Covid, 76 nuovi casi e 3 morti

  • Cronaca

    Covid: a Parma e provincia riaprirà un ristorante su due

Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ParmaToday è in caricamento