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Unione delle Terre Verdiane: gli otto sindaci scelgono di recedere dall'Ente

Tutti e otto i Sindaci che ne fanno parte hanno scelto la strada del recesso dall'Ente nato nel 2006, conferendo mandato ai loro segretari comunali di predisporre il 19 giugno gli atti necessari

Cala il sipario dell'Unione delle Terre Verdiane e inizia una fase nuova finalmente in grado di rispondere alle esigenze di cittadini, imprese e Comuni del territorio verdiano. Tutti e otto i Sindaci che ne fanno parte hanno scelto la strada del recesso dall'Ente nato nel 2006, conferendo mandato ai loro segretari comunali di predisporre il 19 giugno gli atti necessari.

Nel pomeriggio del 18 giugno infatti, i Sindaci di Fidenza, Busseto, Fontanellato, Fontevivo, Roccabianca, Salsomaggiore Terme, San Secondo Parmense e Soragna  hanno varato una strategia articolata, che attraverso la procedura del recesso (che ogni Comune dovrà votare nei rispettivi Consigli Comunali entro il prossimo 30 giugno) mette i Comuni nella condizione di aderire immediatamente all'iter avviato dalla Regione Emilia-Romagna – protagonista della modifica della legge regionale in materia di riordino territoriale –. Iter più snello rispetto a quello tradizionale del recesso, che potrebbe portare con ben 12 mesi di anticipo sulla tabella di marcia (quindi al 1 gennaio 2016) alla nascita di due nuovi ambiti all'interno del Distretto Socio-Sanitario, più funzionali e decisamente più rispondenti alle esigenze del territorio. Va ricordato, a maggior ragione, che i tempi previsti per attuare la tradizionale procedura di recesso, invece, fissano l'avvio della nuova organizzazione al 1 gennaio 2017.

La scelta dei Sindaci si è determinata per effetto della “difficoltà gestionale, finanziaria e organizzativa” dell'Unione, non più in grado “di mantenere la gestione delle funzioni esistenti e di svilupparle” a favore “della crescita delle prestazioni per cittadini e imprese del territorio”. La recessione non va confusa con lo scioglimento dell'Unione, però. Anzi, il percorso avviato introduce elementi di tutela per i lavoratori in forza all'Unione, dato che gli otto comuni si impegnano fin d'ora “ad adottare ogni provvedimento per garantire la successione dei contratti in essere – inclusi quelli relativi al personale – ai beni strumentali, agli attivi e passivi, ai crediti e debiti attualmente intestati all'Unione”.

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