Università, Leggere tra le ruspe: "Barriere e accessibilità, cultura a ostacoli"

La denuncia del Comitato: "Ci siamo chiesti, a partire da uno dei principali plessi dell'ateneo, quanto tali auspici trovino reale riscontro nella realtà di tutti i giorni. Le biblioteche universitarie sono accessibili ai disabili?"

"Prendendo spunto dagli articoli 3 e 9 della Costituzione Italiana -si legge in una nota di Leggere tra le ruspe- iniziamo una serie di comunicazioni dedicate al tema del libero accesso al sapere e all'informazione, e degli ostacoli – fisici o burocratici – che vengono posti ai cittadini. Sono abbastanza frequenti le dichiarazioni, da parte di chi è alla guida delle locali istituzioni politiche e universitarie, relative alla necessità di "aprire l'Università alla città. Ci siamo chiesti, a partire da uno dei principali plessi dell'ateneo, quanto tali auspici trovino reale riscontro nella realtà di tutti i giorni. Le biblioteche universitarie sono accessibili ai disabili? E come verrà ricevuto un cittadino che ha necessità di consultare un libro di una biblioteca dell’Università pubblica?

Barriere architettoniche e cittadini: due approcci diversi. Nelle scorse settimane ci siamo recati, accompagnati da un rappresentante dell’Associazione Lotta Barriere Architettoniche, a verificare quanto il plesso ex-Lettere di via D'Azeglio sia accessibile. Purtroppo non è stato possibile visitare la biblioteca centrale, incredibilmente chiusa al pubblico a tre anni dalla sua inaugurazioneAlcune considerazioni: si verificano ai danni delle persone disabili diversi casi di discriminazioni che sarebbero facilmente superabili con buon senso e capacità, e con la giusta volontà politica. Di fatto, l'Ente Pubblico (sulla base di arretrate leggi vigenti in Italia) favorisce il mero utilizzo dello spazio, a scapito della dignità e della parità di condizioni di accesso e fruizione. Esempio: se una persona in carrozzella, con l’aiuto di altri, o entrando dalla porta di servizio, o facendo sforzi e scomode manovre, riesce in qualche maniera ad accedere a una parte di uno stabile, ecco che l'Ente viene dichiarato accessibile. Siamo ben lontani dai concetti di dignità e di parità di condizioni nell’accesso e nella fruizione alla base delle idee e dell’attività dell'associazione Alba come potete vedere nelle foto che inviamo in allegato a questo documento.

Per l'apertura alla città delle biblioteche universitarieDa anni ormai gli studenti del plesso di Lettere e i cittadini di Parma attendono la nascita della biblioteca centrale (presso le “Torri dei Paolotti”). Difficile ricostruirne il tormentato e non ancora concluso percorso. La struttura fu inaugurata nel 2011, è di questi giorni la notizia della sua parziale apertura al pubblico. Auspichiamo ovviamente che essa sia quanto più accessibile ai cittadini con difficoltà motorie, a partire dall'ingresso nel chiostro da via D'Azeglio. Altrettanto importante è che questa e le altre biblioteche dell’Università siano utilizzabili non soltanto dagli studenti universitari. Se davvero si vuole un'università aperta, che la si apra. I regolamenti delle numerose biblioteche - di facoltà, di dipartimento, ecc. - devono essere resi uniformi e, compatibilmente alle esigenze degli studenti (manuali, testi d'esame, .), devono consentire l'accesso al sapere a ogni persona lo desideri – con orari consoni a una città universitaria di duecentomila abitanti. Un caso deteriore è quello della biblioteca di Economia: una sorta di posto di blocco accoglie l'utente, con tanto di tornelli e telecamere piazzate ovunque a difesa del patrimonio librario. Tale sequela di barriere, a nostro avviso da eliminare, non è presente in numerose altre biblioteche, che consentono l'accesso, la libera consultazione, in alcuni casi anche il prestito, dei propri testi.

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Via Kennedy: cancellare i cancelli. In conclusione, vogliamo dedicarci ad altre barriere, sorte di recente a ridosso del plesso bibliotecario di vicolo santa Maria. Si tratta di due massicci cancelli in ferro, che sbarrano il piazzale pubblico in cui è sorto, a ridosso dell'Ospedale Vecchio, un contestato edificio in prefabbricato.Chiediamo all'attuale Pro Rettore con delega per l’Area Edilizia e Infrastrutture dell'Università di Parma, prof. arch. Carlo Quintelli, di agire al più presto al fine di realizzare le parole e le idee del progettista dell'edificio e dell'area, il prof. archCarlo Quintelli, il quale nel 2012, mostrando alla cittadinanza le immagini del futuro piazzale, lo garantiva completamente aperto alla città. Senza barriere, appunto".

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