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Cronaca Oltretorrente / Strada Massimo D'Azeglio

Università, gli studenti occupano il Chiostro di Lettere

"L'escalation militare in Palestina continua a peggiorare. Sono mesi che lottiamo per denunciare le politiche di Israele e la complicità del governo Meloni, abbiamo deciso di portare questa lotta anche all’interno dell’università"

Anche a Parma, come in altre città di Italia e nel resto del mondo, gli studenti dell’Università hanno deciso di occupare gli atenei. A Parma è toccato al Chiostro di lettere in via d’Azeglio. Al centro della protesta c’è un duro attacco nei confronti del governo Meloni, che sostiene tramite i Media e le armi Israele, e del coinvolgimento del mondo accademico, con particolare riferimento all’UNIPR, nell’industria bellica e nel genocidio.

“Continueremo la nostra lotta fino a che non riusciremo ad ottenere un tavolo di confronto con il rettore per discutere del posizionamento dell’università di Parma rispetto al genocidio in corso” – dichiara Daniele, studente di medicina dell’UNIPR – “Come studenti non possiamo accettare che la nostra università si macchi le mani di sangue.”

“Abbiamo deciso di occupare oggi perché l’escalation militare in Palestina continua a peggiorare. Inoltre, esattamente 76 anni fa avvenne la NAKBA, che segna l’inizio delle sofferenze del popolo palestinese, durante la quale più di 700.000 palestinesi dovettero lasciare le loro case a causa di Israele” – dichiara Debora, studente di beni artisti dell’UNIPR “rifiutiamo le narrazioni che affermano che è iniziato tutto il 7 ottobre; la resistenza e l’opressione del popolo palestinese sono iniziati nel 1948 e continuano ancora oggi.”

“Sono mesi che lottiamo, insieme alla comunità palestinese, per denunciare le politiche di Israele e la complicità del governo Meloni, abbiamo deciso di portare questa lotta anche all’interno dell’università” dichiara Mattia della comunità palestinese e solidali di Parma - “Lanciamo un appello non solo agli altri studenti dell’UNIPR, ma anche ai docenti, ai lavoratori, in particolare quelli dell’università, e alla cittadinanza in generale. In questi giorni ci attiveremo per organizzare un’assemblea pubblica in cui discutere dell’occupazione e della questione palestinese.”

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