Università, Loris Borghi: "Particolare attenzione agli studenti"

Con il ricordo di un momento difficile, superato insieme alla città accorsa in difesa della propria Università, il Magnifico Rettore dell'Ateneo di Parma, Loris Borghi, ha aperto il discorso inaugurale dell'anno accademico 2013-2014

Il Rettore Loris Borghi

E' stato con il ricordo di un momento difficile, superato insieme alla città accorsa in difesa della propria Università, che il Magnifico Rettore dell'Ateneo di Parma, Loris Borghi, ha aperto il discorso inaugurale dell'anno accademico 2013-2014.
Era l'anno accademico 1923-1924 e l'allora Rettore Berenini, nel suo discorso inaugurale, si chiedeva se il millenario Ateneo parmigiano fosse "condannato a perire" a causa di un Regio Decreto che lo identificava nelle università di serie B, dunque destinato a ricevere solo un contributo parziale dallo Stato. Novant'anni fa la città mise insieme le risorse che permisero il mantenimento dell'Università di Parma: "Il successo fu enorme", ha sottolineato Borghi che poi ha specificato come questo ricordo non sia un tentativo di trovare analogie con la situazione odierna che non risulta ugualmente drammatica.

Dunque non ci sono gli stessi rischi che si correvano nel 1923, ma Borghi ha voluto comunque mettere in evidenza quali sono state le conseguenze dei tagli governativi: nel 2008 l'Ateneo parmigiano contava 2081 dipendenti mentre oggi ne conta 1778, un calo di 303 persone (pari al 15%) tra personale docente e tecnico amministrativo. "Una situazione - ha spiegato Borghi - di oggettiva e pesante difficoltà dalla quale dobbiamo uscire lavorando sui punti di forza del nostro Ateneo. Certo, gli indirizzi politici perseguiti negli ultimi due decenni non hanno evidentemente giovato all'Università pubblica e, al di là dei brutali tagli economici ad un sistema già storicamente sottofinanziato, alcuni provvedimenti hanno fortemente 'burocratizzato', complicato e per certi versi modificato molti aspetti della vita accademica". Nonostante tutto, però, Borghi lancia anche un messaggio di fiducia: "Possiamo uscire da questa crisi etica e materiale abbandonando la pseudocultura del chiacchiericcio e della lamentela, per abbracciare, con umiltà, consapevolezza e spirito di servizio, la cultura della partecipazione attiva, del pensare e del fare concreto".

Non è mancato un appello ai sindacati di categoria e alle associazioni studentesche: "Il mio rispetto per il loro ruolo di salvaguardia dei diritti è massimo, ma, nel contempo chiedo una visione globale dei problemi evitando nocivi personalismi. Ognuno di noi deve perseguire la saldatura inossidabile del proprio interesse personale con l'interesse dell'istituzione per la quale lavoriamo".
Alle istituzioni, invece, il Rettore ha chiesto di "proseguire nell'opera di connessione e sinergia con tutte le altre istituzioni pubbliche e private del tessuto culturale, sociale ed economico di Parma".  Mentre nel rapporto tra Ateneo e Territorio è importante che aumenti la qualità dell'accoglienza verso gli studenti fuori sede, italiani e stranieri. "I nostri studenti devono sentirsi cittadini di Parma a tutti gli effetti!", ha ribadito Borghi.

Prima di concludere il suo discorso il Rettore ha voluto tratteggiare la filosofia che caratterizzerà il suo mandato: "Vorrei essere il Rettore di un Ateneo pubblico, generalista, al servizio dei nostri studenti e del nostro territorio. Il Rettore non è né un 'sovrano' né un 'padrone'; io mi considero un 'primus inter pares' che ha semplicemente deciso di assumersi maggiori responsabilità per l'interesse generale della propria Accademia e della propria comunità. Sono un dipendente dell'Ateneo come tutti gli altri e, consapevole, dei miei limiti, intendo governare questa complessa istituzione con il metodo dell'ascolto, della partecipazione e della collegialità".

Infine ha concluso: "Un ultimo richiamo alle menti e ai cuori: ognuno di noi, ognuno di voi, ogni giorno, si adoperi per coniugare il proprio personale interesse e allo sviluppo della nostra Istituzione. Iniziamo questo viaggio con grande entusiasmo e positività, consapevoli che non mancheranno errori e cadute, ma con la promessa di essere abbastanza umili da accogliere i suggerimenti e le proposte di chi ce lo farà notare".

LA MACROSTRUTTURA DELL'ATENEO - Sono 879 i professori a tempo indeterminato, di cui 239 ordinari (27%), 251 associati (29%) e 389 aggregati (44%). "Questi ultimi - come ha specificato Borghi - sono i ricercatori storici della nostra Università, che la Legge 240/2010 ha trattato molto male e che noi definiamo comunque professori sulla scorta della Legge  230/2005, dal momento che svolgono attività di docenza ufficiale in tutti i corsi di studio, senza la quale la nostra offerta formativa subirebbe una decurtazione del 30-40%".

Completano il corpo docente dell'Ateneo 674 professori esterni a contratto. Allo stato attuale, dunque, l'insieme del corpo docente e ricercatore si attesta su un valore complessivo di 1882 unità. Nell'ambito del personale docente-ricercatore a tempo indeterminato l'età media dei professori ordinari è di 59 anni, quella degli associati è 54 e quella degli aggregati 42. La prevalenza del genere maschile è netta attestandosi su una percentuale del 67%. "Mi auguro - ha commentato Borghi - che nel prossimo futuro la presenza femminile anche tra i professori ordinari sia rinvigorita.

Il personale tecnico-amministrativo: al 1° novembre 2013 risulta costituito da 899 unità a tempo indeterminato, con un'età media di 47 anni. In questo ambito, invece, prevale il genere femminile con una percentuale del 64%. Il numero complessivo dei dipendenti stabili dell'Ateneo di Parma è pari a 1778 persone.

STUDENTI ISCRITTI - Il numero degli studenti iscritti ai corsi di laurea è di 30.661, mentre sono 633 gli iscritti alle Scuole di Specializzazione, 428 alle Scuole dottorali e 328 ai Corsi di master, per un totale complessivo pari a 32.050 discenti. Il 35% degli studenti proviene dalla provincia di Parma, il 23% da altre province dell'Emilia Romagna e oltre il 40% da fuori regione con la presenza crescente di studenti stranieri.

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