Università occupata: il collettivo UniOn chiede un'aula da poter gestire

La volontà è quella di proporre i progetti, in parte già avviati, in uno spazio dedicato agli universitari e più precisamente la richiesta è che venga concessa loro un'aula della facoltà in via D'Azeglio. Emanuele: "Vogliamo offrire un'alternativa e siamo l'alternativa"

Chissà se i ventenni di oggi diventeranno come Nanni Moretti nel film "Caro diario": 40enni soddisfatti delle idee giuste "gridate nei cortei" vent'anni prima. La convinzione degli studenti universitari parmigiani per il momento c'è e anche le iniziative. L'occasione per presentarle sono i due giorni di occupazione che, da ieri, vedono coinvolto il chiostro della Facoltà di Lettere "assediato" dal collettivo UniOn promotore dei diversi progetti. A tre mesi dalla prima occupazione dunque, che è stata più che altro una presentazione del neonato collettivo, i ragazzi sono tornati in piazza e questa volta per fare sul serio. La volontà, infatti, è quella di proporre i progetti, in parte già avviati, in uno spazio tutto dedicato agli universitari e più precisamente la richiesta è che venga concessa loro un'aula della facoltà in via D'Azeglio dove potersi riunire una volta alla settimana per portare avanti il proprio programma di incontri.

"Vogliamo un luogo dove poterci confrontare - ha spiegato Emanuele De Falco, studente al secondo anno di Scienze gastronomiche - dove poter vivere l'Università a 360°". Nulla di simile a quanto già presente sul mercato, ovvero l'Udu: "Non ci sentiamo rappresentati da questa realtà - interviene Laura Castignanò, studentessa al primo anno di Filosofia -, non ci muoviamo con azioni spot e siamo lontani dai soliti meccanismi decisionali. Vogliamo offrire un'alternativa e siamo l'alternativa". Per quanto riguarda poi i rapporti con le istituzioni i ragazzi si dichiarano fiduciosi, il dialogo con il Rettore Loris Borghi è buono e sono quasi certi che la loro richiesta, riguardo all'aula da concedere, verrà accolta.

"Alla fine di questi due giorni ci sarà un confronto con il Rettore - conclude Emanuele - in cui esporremo le nostre iniziative e chiariremo i nostri intenti". Intenti che vanno dai dibattiti sul diritto all'abitare al banchetto sull'antiproibizionismo; dalla creazione di un "pirate box" ovvero una biblioteca virtuale gratuita, attraverso cui gli studenti potranno scaricare diversi testi, fino agli incontri che coinvolgono anche i docenti, come quello appena avvenuto con il professore di filosofia politica Italo Testa.

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Certo, sempre per citare Nanni Moretti, qualcuno adesso potrebbe lanciare l'urlo disperato "No, il dibattito no", ma di tutto quanto abbiamo visto ieri noi dobbiamo cogliere il lato positivo: a Parma c'è un sottobosco di movimenti e di studenti che hanno voglia di impegnarsi, producono iniziative e propongono idee. Poco importa se alcune di queste sembrano provenire da un passato molto lontano, l'importante è sicuramente darsi da fare.

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