Non può avvicinarsi all'ex-moglie. Le fa visita: ma in cantina ha una pistola 765

Una lite con la ex moglie nel tentativo di ricucire i rapporti quella innescata da V.M., 43 anni, violando il divieto di avvicinamento. All'arrivo dei Carabinieri l'uomo è stato perquisito, tra i suoi effetti personali in cantina una pistola 765

Non si era rassegnato alla separazione dalla moglie nonostante i ripetuti litigi, iniziati già sul finire del 2012 e culminati nei primi mesi del 2013 con ripetute denunce e la richiesta di separazione. V.M., 43anni operaio originario di Agrigento ma residente a Parma da molti anni, è una persona particolarmente manesca e aggressiva, ai limiti della pericolosità, secondo quanto raccontato dalla sua ex moglie. Dopo le ripetute vessazioni subite dalla coniuge e dai due figli minorenni e una serie di denunce a suo carico, nell'aprile del 2013 è arrivata la separazione oltre al divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla famiglia.

L'epilogo il 15 maggio scorso quando V.M. si è presentato davanti a quella che sino a poco tempo fa era anche casa sua, per cercare probabilmente di ricucire il rapporto con la sua ex moglie. Tentativo inutile anche solo per avere accesso all'interno dell'abitazione di via Barghetto. L'ennesima lite questa volta a distanza tra i due, sfociata anche con il lancio di vestiti e suppellettili da cucina. E' stata proprio la donna a decidere di chiamare il 112 per chiedere un intervento immediato dei Carabinieri a causa della violazione del divieto di avvicinamento.

Sulla base delle descrizioni fornite dalla donna riguardo l'indole violenta di V.M., i Carabinieri hanno deciso di avviare una serie di perquisizioni nei confronti di V.M. che ora si appoggia alla Caritas anche per dormire, non rinvenendo nulla. Poi la perquisizione si è estesa anche agli effetti personali che l'uomo aveva ancora nella cantina della casa familiare. Proprio in uno dei contenitori è stata rinvenuta una calibro 7,65 con otto proiettili. Si tratta di una pistola clandestina con matricola ribattuta, proveniente dal mercato nero e, secondo quanto riferito da V.M., ereditata da suo padre, a sua volta era sprovvisto di porto d'armi. Con l'accusa di detenzione di arma clandestina e violazione del divieto di avvicinamento, V.M. è stato arrestato, ora l'uomo si trova nel carcere di via Burla.

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