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Lunedì, 27 Maggio 2024
Cronaca

Vende bitcoin per quasi 2 milioni di euro senza autorizzazione: denunciato

Sanzionati 18 esercizi commerciali tra Napoli, Milano, Roma e Cosenza: ecco perchè 

Avrebbe venduto, tramite una piattaforma online, criptovalute e in particolare bitcoin per un valore di quasi 2 milioni di euro, senza autorizzazione. Una persona, residente in provincia di Parma, è stata denunciata dalla guardia di finanza, per il reato di abusivismo finanziario. Secondo l'accusa attraverso un sito internet, ora sequestrato, sarebbe state vendute criptovalute a 1.600 investitori, su tutto il territorio nazionale. Non sarebbero state attivate nemmeno le procedure per l'antiriciclaggio. Per acquistare i bitcoin gli acquirenti pagavano in contanti, attraverso carte ricaricabili. 

Nel corso delle indagini, avviate nell’anno 2021, i finanzieri del Gruppo Parma hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo - disposto dal GIP del Tribunale di Parma a richiesta della Procura - del sito internet utilizzato per lo svolgimento dell’attività di intermediazione finanziaria.

Secondo l’ipotesi investigativa, l’indagato avrebbe promosso, attraverso un proprio sito web, la compravendita di criptovalute presso potenziali investitori i quali, al fine di acquistare le valute virtuali desiderate, ricaricavano - in contanti, presso uffici postali o esercizi convenzionati - molteplici carte prepagate nella disponibilità diretta o indiretta del medesimo indagato. La disponibilità di numerose carte ricaricabili, intestate a persone legate da rapporti di conoscenza con l’indagato, avrebbe permesso di aggirare il limite massimo annuo di accredito su una singola carta ricaricabile pari a 100 mila euro. 

I complessivi accertamenti, condotti anche mediante investigazioni bancarie, hanno consentito di ricostruire, per il periodo dal 2017 al febbraio 2021, acquisti di criptovalute per conto di oltre 1600 investitori dislocati su tutto il territorio nazionale per circa 1 milione e 900 mila euro, nonché di quantificare in 140 mila euro le commissioni percepite dall’indagato per l’illecita intermediazione, somma in relazione alla quale sono stati anche omessi i prescritti obblighi tributari.

Sono state contestate sanzioni amministrative per violazione della normativa antiriciclaggio a 18 esercizi convenzionati abilitati alla ricarica di carte
prepagate ubicati nelle province di Napoli, Milano, Roma e Cosenza, per mancata identificazione dei clienti che avevano effettuato le ricariche in contante, nonché all’indagato principale per aver omesso tutti gli obblighi antiriciclaggio relativi ad operazioni per 1 milione e 900 mila euro. Nell’ambito fiscale, invece, sono stati constatati nei confronti di n. 4 persone fisiche ricavi non dichiarati all’erario per 170 mila euro derivanti in parte dall’attività di intermediazione contestata.

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