Vent'anni da incubo tra pestaggi a sangue e violenze psicologiche contro la compagna: arrestato 40enne

La donna, dopo l'ennesima aggressione, ha deciso di denunciarlo l'ex compagno ai poliziotti della Mobile, che hanno eseguito l'ordinanza di custodia cautelare in carcere della Procura

Vent'anni di botte, violenze psicologiche, scenate di gelosia violente e atti persecutori nei confronti della compagna coetanea, dalla quale ha avuto anche un figlio, che ha deciso di rivolgersi alla polizia, dopo l'ultima aggressione, avvenuta all'inizio del 2019. Un 40enne parmigiano è stato arrestato dai poliziotti della Squadra Mobile di Parma che hanno eseguito l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Parma.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Parma, sono partite dopo la denuncia della vittima, una 40enne parmigiana che nei primi giorn di febbraio si è recata presso gli uffici della Mobile in Questura per parlare delle violenze che subiva da quasi vent'anni. I poliziotti hanno rassicurato la donna che aveva paura a raccontare tutto per paura di conseguenze per sè e per il figlio. La storia sentimentale è iniziata circa vent'anni fa, quando entrambi erano poco più che ventenni. Già dall'inizio il compagno, ora 40enne, aveva messo in atto tutta una serie di violenze contro la donna, da quelle psicologiche a quelle fisiche.

Nel corso degli anni ci sarebbero state diversi aggressioni fisiche in seguito a scenate di gelosia: botte, vessazioni anche nei confronti di altri famigliari e di sconosciuti che avevano cercato di mettersi in mezzo durante le liti, che spesso avvenivano anche in strada. Per esempio nei primi anni 2000 all'interno di un locale pubblica la donna era stata aggredita fisicamente insieme ad un'amica poichè, secondo l'uomo, si erano fermate per troppo tempo a parlare con un amico. Una volta l'uomo avrebbe picchiato sia lei che un passante che aveva cercato di fermarlo mentre costringeva la donna a scendere a forza dall'auto sulla quale stavano viaggiando. Le violenze, proseguite per circa vent'anni, sarebbero proseguite anche la decisione di andare a convivere e dopo la nascista del figlio.

Tra le mura domestiche la donna veniva aggredita e picchiata a sangue: in diversi occasioni infatti si è recata in ospedale per le cure dei sanitari ma non ha mai spiegato le motivazioni delle fratture che riportava. In più occasioni l'uomo era riuscito a convincere la donna a non lasciarlo, facendo leva sui suoi sentimenti e sulla presenza del figlio, Due anni fa però la donna ha deciso di allontanarsi dalla casa insieme al figlio e di tornare a vivere con la propria famiglia. Anche a distanza i comportamenti non sono cambiati: minacce e atti persecutori si sono ripetuti per due anni. Dopo l'ennesima aggressione fisica nei primi giorni del 2019 la donna ha deciso di rivolgersi ai poliziotti. 



 

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