Cronaca

Verso il nuovo decreto: dopo Pasqua scuole aperte e locali chiusi

Tutte le ipotesi dopo il 7 aprile, Parma e i parmigiani potrebbero tornare a respirare

Dopo Pasqua per Parma e i parmigiani dovrebbe esserci qualche spiraglio per alcune possibili riaperture, a partire dalle scuole. Il nuovo decreto legge Covid che il governo Draghi sta preparando conterrà infatti le regole dal 7 aprile in poi. Saranno però i dati della prossima settimana a orientare il governo Draghi verso una decisione definitiva.

Non è certo se, oltre alle scuole, ci sarà una riapertura anche per quanto riguarda le attività di bar, ristoranti e locali pubblici: tutto dipenderà, in ogni caso, dai colori. L'ipotesi della riapertura immediata dei locali appare, però, improbabile. Stesso discorso per quanto riguarda estetisti e parrucchieri: tutto dipenderà dai dati e le riaperture di questi settori si avranno solo si passerà alla zona arancione. 

Il nuovo decreto legge potrebbe anche semplicemente prorogare quello attualmente in vigore e contenere solo alcune norme che uniformano le procedure nelle regioni italiane riguardo il piano di vaccinazione, ma l'ipotesi appare improbabile anche se l'impianto generale non sarà stravolto. L'intenzione sarebbe quella di avviare quel percorso di graduale apertura indicato oggi dal ministro dell'Economia Daniele Franco. Nessuna indicazione ancora sulle misure, ma tutti gli occhi sono puntati sulla scuola: il pressing è fortissimo per un ritorno in classe di tutti gli studenti fino alla prima media, anche se Parma dovesse rimanere zona rossa. 

Tra le ipotesi che circolano con insistenza c'è quella di una mini-proroga delle misure attualmente in vigore, allargando le maglie della stretta al capitolo scuola, ovvero consentendo il ritorno sui banchi in zona rossa almeno ai più piccoli - scuola dell'infanzia e primaria - superando il giro di vite deciso dal governo Draghi con il Dpcm dello scorso due marzo, indigesto a molte famiglie.

"Pensiamo che dopo la Pasqua la situazione migliorerà gradualmente - ha detto il Ministro dell'Economia Daniele Franco - e poi ci muoveremo con gradualità verso una situazione più normale a maggio e giugno: questo grazie alla disponibilità dei vaccini e all'aiuto che arriva dalla stagione più calda". A indicare la rotta delle prossime decisione da assumere saranno i dati: "Bisogna attendere che le misure in atto facciano sentire i loro effetti e cristallizzarli, magari spostando più avanti il loro termine", chiarisce una fonte di governo, confermando l'idea della mini-proroga, che raccoglierebbe diversi proseliti nel governo.

Il Comitato Tecnico Scientifico chiede invece una stretta fino al 15 aprile. A Palazzo Chigi si pensa al dopo Pasqua e alla scrittura di un nuovo decreto il cui contenuto sarà oggetto di un prossimo incontro tra i capidelegazione dei partiti di maggioranza. Nella riunione della cablna di regia, che si riunirà nei prossimi giorni, si valuterà anche la possibilità - caldeggiata dal Cts - di prolungare sino al 15 aprile le restrizioni in vigore a seguito della modifica delle zone a colori. 

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