Verso un lockdown soft dal 9 novembre?

Ecco tutte le nuove misure allo studio

Giuseppe Conte non c'è un piano per un lockdown "imminente". Ieri, parlando con i sindacati, il premier ha smentito, definendole fake news, le voci su una stretta imminente. "Diamo il tempo alle misure restrittive appena approvate di dispiegare appieno i loro effetti", ha detto il premier. Attendere quindi, con l'obiettivo di riportare la curva "sotto controllo" e provare a riaprire, cautamente, entro Natale.

E per ironia della sorte proprio oggi si torna a parlare di un lockdown entro la data del 9 novembre. Validando in qualche modo le voci che fino a ieri si rincorrevano su un nuovo Dpcm in arrivo proprio a novembre con chiusure "soft" (qualunque cosa ciò voglia dire). 

E oggi, quasi a rispondere all'uscita di ieri sera di Conte, Il Messaggero scrive in un articolo a firma di Alberto Gentili, che se la curva dei contagi non dovesse stabilizzarsi il piano per il lockdown dovrebbe scattare da lunedì 9 novembre e durare fino a metà dicembre per salvare almeno il Natale. Di più: secondo il quotidiano non è nemmeno escluso che i piani dell'esecutivo vengano anticipati in caso di peggioramento repetino della situazione. Il piano, mentre c'è chi fa circolare bufale su facebook e Whatsapp che danno invece "tutto deciso" per il 2 novembre, sarebbe più "morbido" o soft rispetto a quello dell'inizio del 2020, sulla scia di quello della Francia, e dovrebbe prevedere:

  • aziende, fabbriche e uffici aperti;
  • negozi chisui tranne gli alimentari
  • l'uscita solo per andare al lavoro, portare i figli a scuola, fare la spesa o per ragioni mediche
  • lo stop ai confini comunali e regionali con lockdown territoriali nelle città più colpite 

E anche La Stampa scrive oggi che la data cerchiata sul calendario è il 6 novembre, ogni venerdì c’è il rapporto dell’Iss, che dà il quadro della situazione. E il sabato potrebbe uscire un nuovo Dpcm con effetto dal 9 novembre: "In quel caso - aggiunge il giornale - c’è chi vede pure la prospettiva di un governo di salute pubblica farsi largo, dopo l’appello di Zingaretti a coinvolgere le opposizioni".

In tutto ciò le risposte date da Conte ai sindacati hanno il sapore di una smentita preventiva di questo piano. Oppure no, visto che letteralmente nella dichiarazione del premier si parla di no a un lockdown "imminente" e in effetti questo piano dovrebbe scattare tra una decina di giorni. Una constatazione che riecheggia nel titolo dell'intervista rilasciata da Agostino Miozzo al Corriere della Sera: «Rispettare le regole per due settimane o si chiuderà tutto». Questo perché per il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico ci vorranno "almeno due settimane, poi saremo pronti per decidere se abbiamo raggiunto il limite non compatibile e si deve passare ad un intervento più radicale come quello che abbiamo già dolorosamente sperimentato a marzo e aprile".

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