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Via Cecchi, gli studenti fanno baldoria tutte le notti: residenti esasperati

In una palazzina vicino la stazione un gruppo di spagnoli del progetto Erasmus organizza feste nel locale al piano strada rendendo impossibile la notte ai condomini. E non sono bastate le secchiate d'acqua

Musica a tutto volume sino a notte tarda, viavai continuo di persone, schiamazzi notturni che non consentono il riposo dei residenti. Sembrerebbe la descrizione tipo di quanto lamentato da tempo per la movida dai residenti di via Farini. Invece si tratta del quartiere San Leonardo, nei pressi della stazione ferroviaria. A denunciare i disagi continui gli abitanti di via Cecchi. Il motivo le continue feste organizzate da un gruppo di spagnoli in soggiorno a Parma con il programma Socrates- Erasmus.

“E' ora di finirla!” Questa la voce di una signora che vive da anni nel quartiere. “Sono giovani, si può capire che vogliano sempre far baldoria, però qui la gente ci vive e deve alzarsi tutti i giorni per andare a lavorare e a loro non interessa niente di tutto questo”. Il disagio, secondo quanto affermato da alcuni abitanti della palazzina, sarebbe aggravato dalla tipologia stessa dell'abitazione. Si tratta di un'ex attività commerciale e, come tanti negozi, ha l'ingresso attraverso una saracinesca. Il continuo sollevarla e sbatterla per accogliere gli ospiti determina una situazione difficile per chi vive nei pressi. In più, in serate di bel tempo, i giovani pensano bene di lasciare aperto l'ingresso per dare vita a feste “open space”.

Non sono solo persone anziane a denunciare l'insostenibilità della questione, ma anche giovani coinquilini dell'edificio. “Abbiamo anche chiamato i carabinieri, proprio perchè esasperati. Quando capisco che non hanno intenzione di smettere, è capitato anche di tirargli delle belle secchiate d'acqua - afferma concedendosi un sorriso uno studente residente dell'edificio -, ma la settimana dopo è la stessa cosa. Noi non possiamo fare molto se non parte da loro. E' certo che se loro stanno qui per poco tempo, un anno magari, pensano solo a divertirsi, certo non a coltivare rapporti di vicinato. Però è pesante. Non è solo questa la vita da studente”.

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