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Via Emilia Bis: spuntano 90mila euro di debiti. Il Comune pagherà ma l'opera non si farà

Qualche dimenticanza e procedure amministrative "disinvolte" possono costare caro. L'amministrazione Pizzarotti dovrà coprire, infatti, circa 95 mila euro di debito contratto dalla vecchia Giunta Vignali per i progetti di riqualificazione del Torrione del ponte Verdi e la realizzazione della "Via Emilia Bis".

Qualche dimenticanza e procedure amministrative "disinvolte" possono costare caro. L'amministrazione Pizzarotti dovrà coprire, infatti, circa 95 mila euro di debito contratto dalla vecchia Giunta Vignali. Si tratta di due incarichi per la realizzazione di due opere diverse che non sono mai stati pagati, ovvero: la riqualificazione del Torrione del ponte Verdi e la realizzazione del nuovo asse viario Fidenza/Confine con la provincia di Reggio Emilia, ovvero la mai realizzata "Via Emilia Bis".

TORRIONE VERDI. Il caso del Torrione del ponte Verdi è stato ricostruito ieri pomeriggio - nella seduta congiunta delle commissioni Patrimonio e Ambiente - dall'architetto Silvano Carcelli, tecnico responsabile del Comune per quel progetto, ha spiegato quanto è accaduto nel 2010. L'incarico per la riqualificazione era stato affidato all'architetto Paolo Mancini che aveva presentato un progetto preliminare in cui era previsto uno spazio fruibile all'interno del Torrione, un chiosco esterno e un allargamento della piazza con accesso al greto della Parma, per un costo totale di 600 mila euro. A questa prima fase sarebbero dovuti seguire il progetto definitivo e quello esecutivo che però non sono mai arrivati. Il motivo? L'allora assessore Giorgio Aiello decise di non proseguire con i lavori e di togliere la spesa dal capitolo di bilancio per spostarla su un'altra voce, ma non si sa quale e il perché si sia rinunciato al progetto: "In quel periodo i soldi giravano da una voce all'altra per tensioni di bilancio", commenta Carcelli.

Dal 2010, anno di affidamento dell'incarico, si arriva al 2011, quando l'architetto Mancini ha presentato la sua parcella di 5 mila e 200 euro per il mancato pagamento del lavoro di progettazione svolto. Un salto nel vuoto perché né minoranza né maggioranza, ieri, si spiegavano come mai la passata amministrazione non ha coperto questo debito. La risposta sembra banale: da una parte l'architetto Carcelli dimentica che l'architetto Mancini aveva presentato il preliminare e toglie la spesa dal capitolo di bilancio, dall'altra la fattura non è stata riconosciuta come debito fuori bilancio nel 2011 perché i tempi sono lunghi quando si deve spostare una voce da un capitolo all'altro.

VIA EMILIA BIS. Nel caso della "Via Emilia Bis" il discorso cambia. Il progetto risale al 2006 e prevedeva, secondo l'accordo tra Comune, Provincia e Anas, che due lotti fossero realizzati da Comune e Provincia. Ma mentre quest'ultima ha fatto la sua parte, il Comune non ha mai dato il via ai lavori, ha solo dato l'incarico per il progetto. Infatti il preliminare è stato realizzato ma non c'è mai stata la determina che ha messo a bilancio quella spesa. Un'altra "distrazione" che questa volta costerà 90 mila euro, al somma chiesta dal progettista. E mentre il consigliere Paolo Buzzi (Pdl) cerca di vedere il lato positivo, affermando che in fondo si deve pagare solo il lavoro e non ci sono interessi che invece sarebbero potuti maturare dopo sette anni, Il capogruppo 5 stelle Marco Bosi sottolinea come in un periodo di crisi quale quello che stiamo vivendo e con i debiti già dichiarati, ora ci si trova a sborsare altri 90 mila euro per un errore della vecchia amministrazione. Intanto l'assessore all'Urbanistica, Michele Alinovi, conferma la volontà già dichiarata in campagna elettorale, di non procedere con la realizzazione dell'Opera: "La via Emilia Bis verrà stralciata dal Psc".

TARES. Si è parlato anche del nuovo regolamento per la Tares. Quella di ieri è stata solo una seduta illustrativa, infatti a parte l'aumento certo del 5% del costo del servizio, sono diversi i punti che andranno discussi e approfonditi. Tra questi il meccanismo del calcolo che non sarà più su superficie calpestabile ma, dal 2014, su superficie catastale. Inoltre secondo il consigliere Massimo Iotti (Pd) dovrà essere introdotta la tariffazione puntuale e un capitolo sul compostaggio domestico che contempli un meccanismo diverso da quello finora applicato, che prevedeva da parte del cittadino un impegno a differenziare mettendosi a disposizione di eventuali controlli.

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