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Via Europa, tossici e degrado lungo l'argine: la denuncia del Milan Club

Il presidente dell'associazione, Giuseppe Cappelli: "Abbiamo subìto numerose intrusioni. Ci hanno spaccato i vetri, preso tutto quel che potevano prendere, hanno rotto le porte e devastato gli spogliatoi"

via-europa-degrado-fiumeUna discarica a cielo aperto, e non solo, a poche centinaia di metri da uno snodo importante della città come la stazione e il futuro ponte Europa. Vecchi divani, resti di cibo, fuochi accesi, preservativi usati e, sopratutto, siringhe ovunque. Questa solo una parte di quanto si può scorgere anche senza inoltrarsi troppo nella boscaglia del greto della Parma.

La denuncia arriva dall'A.C. Milan Club Parma A.S.D. L'associazione che gestisce il campo in via Europa si dice esasperata da una situazione che dura, ormai, da troppo tempo. E nessuno ne parla.
Secondo le testimonianze, sino allo scorso anno era all'ordine del giorno il viavai di ragazzi soprattutto giovanissimi lungo l'argine, luogo principe per il ritrovo di spacciatori e clienti. L'intento di impedirne l'accesso con una sbarra si è rivelato inutile. Una ragazza dell'associazione racconta: "Poco tempo fa purtroppo mi sono ritrovata sola faccia a faccia con un uomo accasciato in un plaid per terra, insanguinato, che si sistemava dopo essersi bucato, qui in un angolo del cortile tra la sede e gli spogliatoi. Da allora qui da sola non ci vengo più".

Amarezza nella testimonianza del presidente Giuseppe Cappelli: "Noi facciamo una lotta quotidiana, anzitutto contro il degrado, per una pulizia generale continua. Ma non è facile. Alla sera questa è una zona davvero pericolosa. Sappiamo che questi sono terreni privati, abbiamo anche messo una sbarra per inibire il passaggio ma puntualmente viene sollevata e chiunque frequenta la zona. Tanti gli extracomunitari ma ci sono anche molti parmigiani. Accendono fuochi e poi lasciano ogni genere di cose. Non gli si può dir niente che rispondono "Vai via! E' un terreno comunale! Qui è di tutti!".

Chiediamo spesso aiuto alla polizia e ai carabinieri: a dire il vero dovremmo chiamarli tutti i giorni. Quando vengono, fanno un giro, fanno spegnere i fuochi quando ce ne sono, si fanno dare nomi e cognomi e poi se ne vanno. Ma non cambia nulla. Noi non possiamo fare niente, il rischio è anche di ricevere minacce. Abbiamo subìto numerose intrusioni notturne. Ci hanno spaccato i vetri, preso tutto quel che potevano prendere, hanno rotto le porte, certe cose le dobbiamo ancora aggiustare. L'ultima è stata il 17 marzo. Hanno devastato gli spogliatoi, danneggiando anche i sanitari. Quando la sera andiamo via e qua non resta più nessuno chi è che viene a controllare quello che succede? Diventa un problema continuare un'attività anche con serietà. La nostra intenzione era quella di coinvolgere i bambini nelle nostre attività, nella situazione attuale qui non è possibile se non ci mette mano il Comune. Vogliamo portare tutte le giovanili a San Prospero e tenere questo posto come punto di riferimento unicamente per gli adulti".

Inevitabile notare lo stridere delle avenieristiche progettazioni del nuovo Ponte Nord, oltre che dell'intera area della nuova stazione, con a poche centinaia di metri situazioni di degrado che durano da anni in attesa di una speranza di risoluzione.
"Spero – conclude Cappelli – che con i lavori per il nuovo ponte questa zona venga davvero riqualificata come dovrebbe, anche perchè si tratta di un'area verde a pochi passi dalla stazione. Se con la fine dei lavori dovessero nascere nuove realtà in questa zona, negozi o altro, magari la situazione cambierebbe e il Comune stesso sarebbe ancor più interessato a far cambiare le cose. Dipende dalle istituzioni, dalla loro buona volontà farci stare qui per svolgere al meglio, e serenamente, le nostre attività".

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