Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca Strada Matteo Renato Imbriani

"Sono stata rapinata". Quotidiano dà ampio risalto. Ma è tutto falso

Un'anziana aveva affermato di essere stata aggredita un quotidiano di Parma aveva riportato la notizia dandole ampio spazio. La Polizia: "Tutto falso, messa in scena della donna che vive situazione di disagio"

"Molto più difficile risolvere un episodio mai avvenuto che uno realmente accaduto", questo il commento del Dirigente Squadra Mobile Enrico Tassi, dopo aver fatto luce su una vicenda che aveva creato un allarme sociale anche a causa della eco data dalla pubblicazione della notizia sul maggiore quotidiano cittadino ma si è rivelata totalmente falsa. I fatti risalgono al 17 dicembre scorso quando un equipaggio dell'UPGSP e della Sezione Antirapine si è recato in via Imbriani per una rapina in abitazione ai danni di una donna anziana. Dopo un prelievo al bancomat di 500 euro la donna e il rientro a casa, l'aggressione sull'uscio da parte di un uomo che l'avrebbe costretta a farlo entrare in casa e a consegnargli 1000 euro che la donna teneva nascosti. Barba brizzolata, abbigliamento particolare, accento straniero solo alcuni dei dati accurati che la donna aveva fornito per descrivere l'uomo e favorirne l'identificazione.

FALSA RAPINA. Ma dalle risposte fornite, sono apparse alla Polizia chiare incongruenze, che la donna aveva giustificato con la motivazione dello stato confusionale in cui si trovava a seguito dell'accaduto. Dai controlli effettuati dalla Polizia, è emerso che la donna non aveva effettuato alcun prelievo bancomat. Alla richiesta di motivare il fatto la vittima aveva risposto alla Polizia di essersi recata al bancomat ma ricordandosi poi di averlo effettuato il giorno prima, si era fermata al tabacchino per comprare le sigarette. Dalle immagini videoregistrate si nota la donna effettivamente in tabaccheria, ma prima dell'acquisto delle sigarette si era trattenuta per oltre 15 minuti a giocare con le macchinette. A causa delle versioni contrastanti a distanza di pochi giorni, anche sul "nascondiglio" dei soldi consegnati al rapinatore e davanti all'evidenza della falsità del racconto, dopo alcune ore la donna ha ammesso di essersi inventata tutto. Le ragioni sono legate alla difficoltà di giustificare un ammanco di soldi con i propri famigliari, in un contesto sociale particolarmente difficile.Per la donna è scattata la denuncia per simulazione di reato.

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