Sicurezza, residenti di via Imbriani chiedono le ronde: martedì 20 la protesta in Comune

Ieri pomeriggio un nutrito gruppo di residenti e commercianti, insieme a Filippo Greci dei Nuovi Consumatori, si è dato appuntamento all'Hub Cafè di piazzale Bertozzi per l'ultimo breve confronto sulla situazione che da mesi li vede combattere contro i problemi di sicurezza di cui soffre la zona

E' bastata una settimana per organizzare una riunione in cui decidere cosa fare per risolvere il problema sicurezza in Oltretorrente. Ieri pomeriggio un nutrito gruppo di residenti e commercianti del quartiere, insieme a Filippo Greci dell'associazione Nuovi Consumatori, si è dato appuntamento all'Hub Cafè di piazzale Bertozzi per l'ultimo breve confronto sulla situazione che da mesi li vede combattere contro i problemi di sicurezza di cui soffre la zona, soprattutto via Imbriani e limitrofe. Così la decisione è stata presa, sono finiti i tempi del dialogo e si passa ai fatti: martedì prossimo, 20 maggio alle 17, i cittadini dell'Oltretorrente si ritroveranno sotto i Portici del Grano per manifestare tutto il loro malessere e per chiedere alla Giunta un intervento concreto, a partire dall'istituzione delle "ronde".

Le motivazioni che spingono i residenti a scendere in piazza sono in parte, purtroppo, note: le continue risse tra extracomunitari con tanto di lancio di bottiglie, i cattivi odori conseguenza del fatto che molti fanno i propri bisogni in strada, il degrado dovuto ai rifiuti lasciati in giro da chi la sera prima si è ubriacato e ha sparso bottiglie e quant'altro sulla via. A questi problemi poi si aggiunge un senso di abbandono provato dai residenti che vedono una Giunta attenta ai problemi del centro, o risolutiva nei confronti della movida, ma del tutto assente quando a chiedere aiuto è chi vive nei borghi storici dell'Oltretorrente. E c'è qualcuno che quasi rimpiange l'era Vignali, "perlomeno con lui - commenta una signora -, anche solo per il fatto che ci teneva all'immagine, la Giunta aveva sempre un orecchio teso da questa parte del fiume". Eppure chi, ai tempi di Vignali sindaco, ha vissuto in Oltretorrente ricorderà bene le battaglie dei residenti per far smontare la struttura in legno in piazzale Inzani, divenuta luogo di aggregazione per extracomunitari che lì bevevano e spesso spacciavano creando problemi di ordine pubblico.

Dunque sembra più che altro che il problema si sia solo spostato di poche centinaia di metri solo che questa volta non c'è una struttura in legno da spazzare via, ma una serie di negozi o alimentari che hanno fatto di via Imbriani e borghi vicini un ricettacolo di "fannulloni che bevono, si picchiano e minacciano chi abita qui", come spiega una delle residenti.

Infatti pare che la situazione sia degenerata, in particolare, dopo l'apertura di un nuovo esercizio, gestito da indiani, proprio su via Imbriani: "La situazione qui non è mai stata rosea - spiega uno dei commercianti della zona - ma ultimamente lo è ancora meno. Questi negozi, che siano africa market o piccole botteghe che vendono un po' di tutto e in particolare alcolici, non rispettano alcun orario di chiusura: restano aperti anche oltre le 22 e continuano a dare da bere anche a chi è in evidente stato di ubriachezza". Proprio per questo residenti e commercianti all'unisono chiedono, non solo che un'ordinanza imponga per tutti la chiusura entro una certa ora, ma anche che ci siano controlli diversi da quelli attuali, che a detta degli stessi abitanti sono solo perlustrativi e inefficaci, per evitare che la situazione continui a degenerare.

Ancora una volta, quindi, il quartiere delle Barricate chiede protezione e vigilanza: "Non vogliamo che l'Oltretorrente sia un quartiere di serie B - spiega una signora - vorremmo che ci fossero azioni concrete per risolvere un problema che da tempo non ci permette di vivere tranquilli. Per quanto mi riguarda al momento continuo a portare giù il cane ma passo da un marciapiede all'altro per evitare i gruppetti di nord africani che bivaccano e bevono, e li evito soprattutto perché dopo averli visti fare di proposito i loro bisogni davanti a me o dopo averli sentiti minacciare mio marito credo non ci sia più la possibilità di avere un rapporto civile".

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Un rapporto che in qualche modo residenti ed esercenti hanno provato ad instaurare, ma inutilmente: "Quando c'era Giancarlo Nico - ricorda una residente nonché dipendente comunale - sembrava ci fosse un dialogo diverso, lui aveva un buon dialogo con loro, ma da quando è morto non c'è più nemmeno quello e noi ogni volta che abbiamo provato a parlare con loro in cambio abbiamo ottenuto solo ostilità. Il nuovo regolamento comunale non mi permette di giudicare il mio datore, ma parteciperò alla manifestazione".

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