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Via Trento, i commercianti: "Spaccio e degrado, così si azzerano gli incassi"

Dopo via d'Azeglio il nostro sguardo sul commercio in crisi si sposta al quartiere San Leonardo. Gli esercenti colpiti dallo spaccio e dai cantieri che periodicamente, bloccano la strada

La crisi del commercio a Parma, la cinghia stretta dei commercianti e le difficoltà a chiudere le serate con un incasso decente non sono un problema che investe solamente via d'Azeglio e l'Oltretorrente. Nel quartiere San Leonardo, nella zona di via Trento e di via San Leonardo, i negozi si trovano in una situazione difficile: sempre più in crisi e sempre meno incassi durante la giornata. E' la fotografia che si ricava dai dati empirici forniti dagli stessi commercianti: un calo nelle vendite significativo, dovuto probabilmente a vari fattori.

Dall'insicurezza del quartiere alla presenza dello spaccio - con i pusher fissi dalle 20 alle ore 2 della notte soprattutto tra via Trento e via San Leonardo - presenza che influisce sulla frequentazione dei locali serali. Durante il giorno la zona è più viva ma i cantieri che hanno interessato via Trento e via San Leonardo negli ultimi anni hanno contribuito negativamente al quadro generale di crisi: mesi con perdite di incassi a causa del blocco della strada, per consentire vari lavori di sistemazione del manto stradale, per il teleriscaldamento.

L'ultimo cantiere che ha bloccato la via è stato quello per la realizzazione delle opere laterali viabilistiche del supermercato Despar, il cui impatto è stato definito negativamente dai piccoli commercianti che ancora resistono in zona: i lavori avevano suscitato molte polemiche tra i residenti ma anche tra i commercianti, che si erano visti chiudere buona parte di via San Leonardo. 

"Sicuramente i cantieri che ogni tanto, sembra quasi a scadenza regolare, interessano via Trento e Via San Leonardo non aiutano - sottolinea una donna che lavora all'interno di una panetteria. Non riusciamo ora a fare stime precise ma in presenza di questi cantieri le perdite sono elevate, anche nell'ordine del 40%. Se la strada è chiusa, la gente non ci può passare in auto e l'idea di acquistare qualcosa non rientra nell'ordine di idee nè dei residenti nè dei cittadini di altri quartieri". 

"Fino alle 20 la situazione sembra abbastanza tranquilla ma per chi ha locali o bar o pizzerie d'asporto l'incubo inizia proprio a quell'ora. Da lì in poi il commercio è monopolizzato da quello delle sostanze stupefacenti, nel senso che il via vai di persone che arriva a piedi in via Trento e in via San Leonardo o che ci arriva in auto, si ferma solo per acquistare la droga, non certo per acquistare altro. Così gli incassi si azzerano letteralmente ma noi abbiamo costi da sostenere e non possiamo andare avanti così. I pusher si posizionano in strada, sono una presenza inquietante e fanno passare la voglia di fermarsi ai normali cittadini che non acquistano droga". 

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