Vigili del Fuoco, lettera ai vertici del Corpo a Parma: "Non si può essere in prima linea fino ai 60 anni"

Le Organizzazioni sindacali del Vigili del Fuoco di Parma Fns Cisl, Uil Vvf, Usb Vvf e Conapo, in occasione della visita dei vertici del Corpo a Parma hanno scritto una lettera all'ingegner Alfio Pini, Capo del Coro Nazionale dei Vigili del Fuoco

Le Organizzazioni sindacali del Vigili del Fuoco di Parma Fns Cisl, Uil Vvf, Usb Vvf e Conapo, in occasione della visita dei vertici del Corpo a Parma hanno scritto una lettera all'ingegner Alfio Pini, Capo del Coro Nazionale dei Vigili del Fuoco. All'interno della missiva vengono presentate tutte le criticità del territorio parmigiano

LA LETTERA. Egregio Ingegner Pini, Signor Capo del Corpo, Le diamo il benvenuto a Parma e La ringraziamo anticipatamente per l’attenzione che vorrà riservare a questo documento, finalizzato a rappresentare brevemente ed in linea generale la situazione relativa ai Vigili del Fuoco di questo territorio, segno dell’importanza che hanno le corrette relazioni sindacali, e l’importanza della partecipazione e della concertazione finalizzate a migliorare un servizio essenziale e unico quale quello prestato dai Vigili del Fuoco sia in termini tecnico-operativi, ma anche sotto il forte aspetto sociale derivante dalla continua ed incessante opera di assistenza e soccorso alla popolazione che si rivolge ogni giorno alle sale
operative del 115.

La Sua visita ci è particolarmente gradita, poiché ci da la possibilità anche in periferia, di rappresentarLe i diversi problemi che affliggono ormai cronicamente i nostri operatori e le nostre sedi diservizio, portate ad una eccessiva ed insostenibile criticità sia in termini di organici che finanziari ed economici, che gravano ovviamente anche sulle condizioni di lavoro del nostro personale. Come Lei potrà immaginare, anche a Parma rivendichiamo con forza come priorità assoluta il riallineamento salariale attraverso l’equiparazione con le altre forze del comparto sicurezza, sia in termini contrattuali che ordinamentali, oltre un diverso assetto previdenziale che ne riconosca di fatto il rischio, il profilo altamente usurante e l’importanza della rischiosa professione di Vigile del Fuoco, anche alla luce della indiscutibile specificità del nostro lavoro, che però deve essere ancora tradotta in atti concreti. Risulta infatti ingiustificata la disparità di trattamento subita dal nostro personale e pertanto appare più che indispensabile reperire risorse finalizzate al predetto riallineamento e a valorizzare profondamente tutte le figure professionali che compongono il Corpo per una loro migliore tutela economica, pensionistica e previdenziale.

Non è infatti possibile immaginare, per chi è del mestiere, che si possa salire e scendere da una autopompa e fare soccorso operativo sulla strada, sulla prima linea, fino a 60 anni ! In questo senso, Le ricordiamo altresì che il personale sta ancora aspettando i diversi arretrati contrattuali derivanti dagli introiti derivanti dalle tasse aeroportuali, per non parlare poi della necessaria reintroduzione della polizza sanitaria e assicurativa dell’Opera Nazionale di Assistenza, che venuta meno causa la crisi finanziaria dell’Ente assistenziale, ha lasciato i lavoratori del Corpo in balia delle proprie vicissitudini derivanti da malattie ed infortuni che registriamo essere sempre più, piuttosto frequenti.

Queste rappresentano le priorità a carattere generale che Le evidenziamo da parte nostra, in ragione delle richieste legittime dei lavoratori di questo Comando Provinciale. Ciò premesso, passiamo agli aspetti più territoriali e che riguardano la Sua gradita visita. Questo Comando, attualmente si articola su una sede centrale di servizio classificata S3 e quattro distaccamenti tra permanenti, misti e volontari (Aeroporto A7, Fidenza D1, Langhirano Misto e Borgotaro Volontario), il territorio di competenza è la seconda provincia in ordine di estensione nella regione Emilia
Romagna, seconda solo a Bologna con 3449 kmq. , 47 comuni con una popolazione complessiva di circa 447.251 abitanti residenti.

Si tratta inoltre di un territorio caratterizzato da una disomogenea orografia del territorio (dalla pianura padana alla montagna, con notevole rischio idraulico e rischio sismico) e con diverse attività che spaziano sulle varie tipologie industriali che richiamano e confermano con grande evidenza, il ruolo che i Vigili del Fuoco hanno rispetto all’attività di Prevenzione Incendi e degli ulteriori rischi correlati. Non da meno è il rischio derivante dalla presenza degli importanti ed essenziali assi viari autostradali e ferroviari, ramificati sul territorio che attraversano la provincia, alcuni peraltro in fase di implementazione e prolungamento, tanto da aumentare sensibilmente il traffico attuale e le infrastrutture del territorio, vedasi per esempio l’alta velocità ferroviaria e lo sviluppo della linea pontremolese e il prossimo prolungamento dell’A15. Queste caratteristiche, inducono quindi questa organizzazione a evidenziarLe l’esiguità degli organici permanenti che nelle suddette sedi di servizio svolgono i diversi compiti istituzionali demandati al Corpo e chefino ad oggi, non hanno trovato esaurienti risposte anche nella attuale discussione delle dotazioni organiche del
Corpo Nazionale.

Vi è infatti attualmente un rapporto locale teorico tra vigili del fuoco e popolazione, ben lontano dalle medie europee (1 vigile del fuoco ogni 3020 abitanti circa, considerando le sedi operative ordinarie sul territorio, ad esclusione dell’aeroporto la cui operatività sul territorio risulta come è noto pressoché irrilevante, visti gli orari di apertura dello scalo che ne impediscono un impiego a più largo raggio) e questo rende non più rinviabile l’aggiornamento delle dotazioni organiche, con la conseguente e più volte richiesta riclassificazione della sede centrale del Comando in S3B, con trasformazione del distaccamento di Langhirano da misto a permanente, oltre all’apertura di nuove sedi distaccate per aumentare la presenza e la capillarizzazione sul territorio provinciale. Qui è nostra intenzione fare un esplicito e chiaro riferimento circa l’istituzione di un distaccamento permanente a Fornovo Taro e ai distaccamenti volontari programmati nelle zone più distanti dalle sedi attuali, con particolare riferimento alle zone montane appenniniche, dove però si registrerebbe una certa difficoltà e lentezza nella loro pratica realizzazione anche in considerazione di vari fattori antropologici e abitativi legati a quei territori.

Su questo argomento, cioè le dotazioni organiche, Le dobbiamo manifestare tutta la nostra perplessità e in condivisione, poiché le recenti bozze presentate dal Dipartimento nella riunione del 10 dicembre u.s., non hanno infatti recepito la suindicata riclassificazione della sede centrale di Parma a S3b, pur riscontrando quale elemento apprezzabile la trasformazione del distaccamento di Langhirano, da misto a permanente D1,
determinazione peraltro già da tempo assunta fin dal 2008. Perplessità che in questo senso aumentano, se riscontriamo inoltre il fatto che sono stati tolti dall’organico aeroportuale 4 Capi reparto e come Lei potrà ben comprendere questo, stronca e compromette le aspettative ed il futuro del personale più anziano che non può accedere ai concorsi da Ispettore, stante i regolamenti vigenti per i passaggi. Rispetto all’accordo del 2008, il comando di Parma ha visto infatti diminuire il numero dei Capi reparto di ben 8 unità, da 24 siamo scesi sensibilmente a 16, ci chiediamo con
quale logica. Ragion per cui, anche in questa occasione non possiamo esimerci dal rappresentarLe queste necessità, molto sentite dal personale e che si riflette sulla qualità del servizio, invitandoLa ad impegnarsi nella direzione da noi auspicata.

Per quanto riguarda gli avanzamenti di qualifica, pur apprezzando l’impegno del Dipartimento a sanare le forti carenze pregresse di personale qualificato attraverso i concorsi interni straordinari, Le rappresentiamo la forte e persistente carenza locale esistente di CR e CS (mancano infatti 21 Capi reparto sui 24 previsti, 15 Capi squadra sui 52 previsti) e su questo, auspichiamo si possa procedere celermente con i predetti concorsi in itinere che in tempi brevi, diano rapidamente risposta alle legittime aspettative dei lavoratori interessati, perché risulta incomprensibile tutto quanto è accaduto specie se ricade totalmente sulla pelle di colleghi, cioè su Vigili Coordinatori la cui anzianità di servizio arriva anche a 20 anni e forse più, e di contro, il carico attuale di lavoro del Comando ricade quindi sul poco personale qualificato Capo squadra esperto (ormai mediamente alla soglia
dei 50 anni e più) che pur dotato di esperienza, spesso riveste il ruolo del Capo reparto.

C’è inoltre il bisogno ormai non più rinviabile di definire anche la questione relativa ai mantenimenti del personale appartenente ai nuclei provinciali SAF e NBCR, per non parlare dei retraining TPSS, non è più infatti possibile continuare a svolgere tali attività laddove vengono svolte col recupero delle ore, perché il nostro personale lamenta che le ore a recupero non sono per nulla monetizzabili e quindi non utilizzabili per le loro spese di sostentamento, oltre che pressoché difficili tra l’altro da recuperare. Con molto pragmatismo e altrettanta sincerità, ci consenta Ingegnere, di affermare e sottolineare chiaramente, che con le ore a recupero non si va a fare la spesa e tantomeno si integra il nostro modesto stipendio sottodimensionato rispetto al rischio che incombe su di noi, quando interveniamo sugli scenari incidentali di soccorso, rappresentando lo Stato che soccorre la popolazione, che di fatto riconosce al Corpo di essere l’Istituzione più amata dai cittadini.

Forti criticità esistono anche in ordine al ruolo SATI, dove l’azione amministrativa del Comando di Parma funziona sempre con stringate risorse peraltro inadeguate ai carichi di lavoro esistenti, ne sono presenti infatti 14 sui 24 previsti e questo dato verrà peggiorato dai prossimi trasferimenti e pensionamenti che dovremo subire a breve e dove assumerà una valenza assoluta, l’organizzazione del lavoro e l’automazione e semplificazione dei processi lavorativi utilizzando i sistemi informatici esistenti, oltre ad una buona capacità gestionale ed organizzativa. Così come non ci possiamo esimere di rilevare come il Comando di Parma sia interessato da considerevoli movimentazioni di personale non residente. Questi avvicendamenti, riguardano spesso anche gli autisti, il personale di sala operativa, insomma personale che ha acquisito una certa esperienza e qualificazione che viene avvicendato per la maggioranza dei casi, con personale di prima assegnazione su cui bisogna lavorare con forte impegno, sia sul fronte della formazione che della qualificazione in taluni ambiti professionali, per non parlare poi di quanto riguarda l’efficacia ed efficienza sugli scenari incidentali di soccorso.

Le dobbiamo inoltre precisare che nel contesto generale, siamo fortemente perplessi che lo sviluppo del volontariato VVF di questi ultimi anni sia avvenuto in modo selvaggio, poiché a nostro parere la componente volontaria dovrebbe essere contingentata, ovvero dovrebbe essere calcolata proporzionalmente all’organico permanente senza poi considerare la necessità di regolamentare il loro servizio, i criteri più puntuali di
richiamo che dovrebbero essere omogeneizzati su tutto il territorio nazionale e di analizzare la questione “no4 profit” che rappresenta una anomalia del tutto italiana insomma, una completa revisione di tutto ciò che riguarda questa componente del Corpo, con una sensibile e sostanziale variazione del DPR 76/2004

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Ci si permetta infine di porre alla Sua cortese attenzione alcune questioni riguardanti gli automezzi, le attrezzature e la logistica del Comando di Parma e più precisamente: - il comando dispone di due autoscale: una del 1996 (VF 19237) da 37 metri che abbisogna di una completa revisione e manutenzione straordinaria, e una del 1974 (VF 10819) da 30 metri che oggettivamente, data la sua veneranda età, andrebbe messa fuori servizio e sostituita con una nuova;- la sede centrale , così come le altre sedi di servizio, andrebbero dotate di un sistema audiovisivo per il controllo degli accessi e della loro registrazione, nonché di accessi (cancelli pedonali e passi carrai) gestiti da automatismi (serrature con badge) tali da rendere più sicura la sede, anche rispetto all’ingresso da parte di persone estranee all’amministrazione;
- la sala operativa informatizzata del comando, presenta alcune carenze tecnologiche che potrebbero essere risolte con un modesto impegno finanziario più volte richiesto, che riteniamo ne potrebbe migliorare l’assetto funzionale generale e dignità, anche al fine di perfezionare le tecnologie esistenti e tuttora non funzionanti (vedasi i navigatori installati sui mezzi di soccorso) e permettere un lavoro più agevole da parte del personale che vi lavora; - il distaccamento di Langhirano, che è situato a copertura di una vasta zona pedemontana e montana di tutto riguardo, andrebbe dotato di una APS a trazione integrale (4X4), oltre alla installazione nella sede di un generatore di emergenza per la corrente elettrica in caso di interruzione della linea, oltre alla realizzazione dei lavori del cosiddetto “II stralcio” che ne completerebbe definitivamente il complesso; - il distaccamento di Fidenza, ha l’impianto elettrico della sede da rifare, cosa ritenuta molto importante ai fini della efficienza della sede e della sicurezza dei lavoratori; - il distaccamento aeroportuale necessita di interventi di manutenzione straordinaria e/o riparazioni per risolvere le diverse criticità segnalate di tipo logistico e anche relative agli automezzi di soccorso in dotazione che garantiscono il servizio, più volte richieste e tra l’altro rappresentate recentemente anche dal Signor Direttore regionale. Egregio Ingegner Pini, concludiamo infine apprezzando la Sua disponibilità diretta per conoscere le varie realtà periferiche del Corpo e molto sinceramente, ci aspettiamo interventi concreti tesi a riscontrare gli aspetti locali e non che Le abbiamo evidenziato, che permetterebbero di valorizzare l’attività del Comando di Parma e di tutto il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. La ringraziamo quindi per l’attenzione, augurandoLe una buona giornata, unitamente ai nostri più cordiali saluti. 

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