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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

Viveva tra rifiuti ed escrementi ma nascondeva abiti e carte di credito: 33enne denunciato

L'uomo era in libertà vigilata. Rinvenute anche tessere di supermercati e la chiave di una macchina. Più volte gli agenti della Polizia locale erano intervenuti per offrirgli aiuto in strutture emergenziali del Comune, ma inutilmente

Più volte gli agenti della Polizia Locale erano intervenuti per identificare un uomo che aveva trovato un rifugio d'emergenza in una piccola area verde in via Duse per offrirgli aiuto in strutture emergenziali del Comune. Inutilmente, perché ogni volta l'uomo faceva perdere le proprie tracce. 

Nella giornata di ieri, due pattuglie della Proiezione esterna del Comando di via del Taglio, sono riusciti a fermarlo e a identificarlo. Il giovane straniero, trentratrenne, irregolare sul territorio italiano, viveva in un piccolo accampamento di fortuna tra rifiuti ed escrementi. Gli agenti, dopo averlo identificato, hanno consultato la banca dati ed è risultato essere un pluripregiudicato con numerosi reati contro il patrimonio, irregolare sul territorio e risultava attivo un provvedimento dì libertà vigilata, con relativo affidamento ad una struttura sociale parmigiana.

Addosso e nel giaciglio sono stati rinvenuti abiti nuovi, carte di credito, tessere di supermercati e una chiave di una macchina, di cui il 33enne non sapeva giustificare possesso e provenienza.  

L'uomo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per i reati di ricettazione, di imbrattamento di edifici e di inosservanza dell’obbligo di avere al seguito i documenti identificativi e validi per il soggiorno sul territorio italiano. 

Alla fine delle operazioni di Polizia giudiziaria effettuate presso il Comando, l'uomo, in libertà vigilata, è stato riconsegnato al responsabile della struttura sociale che lo aveva in carico. E' stato comunicato all'ufficio competente del Tribunale di Reggio Emilia il suo allontamento dal luogo di permanenza obbligatoria. “In questi casi l'azione del Comune deve essere su due livelli: da una parte la repressione ferma dei reati e dall'altra la mano tesa a questi soggetti che, tuttavia, spesso sfuggono volutamente dai percorsi di recupero” ha commentato il Comandante Michele Cassano.

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