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Comunità psichiatrica Villa Sant'Andrea, assemblea pubblica contro il progetto di divisione degli utenti

Il gruppo di lavoro della comunità psichiatrica e il Comitato per la difesa dei malati psichici indicono un'assemblea pubblica martedì 16 giugno alle ore 18 presso la sede della struttura a Sant'Andrea Bagni: 7 utenti andrebbero a Ponte Taro...

Comunità Villa Sant'Andrea di Medesano. Il gruppo di lavoro della comunità psichiatrica e il Comitato per la difesa dei malati psichici indicono un'assemblea pubblica martedì 16 giugno alle ore 18 presso la sede della struttura a Sant'Andrea Bagni nel Comune di Medesano per contrastare il progetto di divisione degli utenti per il cambio di gestione in seguito alla vittoria dell'appalto da parte della cooperativa Domus. Sette utente verrebbero spostati a Ponte Taro, in carico alla cooperativa Proges, mentre gli altri 12 resterebbero nella struttura gestita dalla Domus

LA NOTA DEL GRUPPO DI LAVORO- "Il gruppo di lavoro della comunità psichiatrica “Villa Sant’Andrea” e il "Comitato per la difesa dei malati psichici" -si legge in una nota- indice un’assemblea pubblica, invitando a partecipare i famigliari e gli ospiti della struttura, la popolazione del paese e gli organi di stampa, per discutere pubblicamente del futuro di questo servizio. La vicenda ormai nota, frutto della gara d’appalto per i servizi psichiatrici della Val Taro e Val Ceno, prevede un cambio di gestione dall’attuale coop Proges, alla vincente coop Aurora-Domus, la quale indica la nuova sede di questa comunità, presso il comune di Pellegrino Parmense.

La questione che ci lascia perplessi, demoralizzati, ma maggiormente decisi nel portare avanti questa battaglia, è il progetto avvalorato dalla AUSL e dai sindacati confederali (CGIL e CISL) di dividere l’intero gruppoSette degli attuali ospiti assegnati in carico alla coop Proges, andrebbero dislocati presso una struttura a Ponte Taro. I restanti 12 ospiti andranno alla coop Aurora-Domus. Per chi come noi lavora nel sociale con persone con patologie psichiatriche (non pacchi o merce di scambio) non lo fa di certo per i miseri stipendi che percepiamo, ma per i rapporti umani che si vengono a creare, e per i risultati ottenuti con fatica in questi 15 anni. Lavoro che ora corre il rischio di andare perso. Ciò che denunciamo con forza è  che, l’intero progetto è stato portato avanti senza minimamente chiedere il parere dei famigliari, degli ospiti stessi e di noi lavoratori.

Adesso la tanto decantata continuità terapeutica, le certezze acquisite col tempo vengono a mancare, distrutte: Dividendo pazienti che in tanti anni hanno vissuto insieme, che hanno instaurato legami affettivi tra di loro; allontanandoli da un territorio nel quale si è riusciti a stabilire con non poche difficoltà visto le patologie, una sorta di reinserimento sociale. Non sono più indicati come semplicemente i “Matti” ma hanno riacquistato la propria identità, andata persa negli anni precedenti; per noi lavoratori che teoricamente dovremmo seguire il gruppo di ospiti a Pellegrino Parmense, risulterà difficile se non impossibile affrontare quotidianamente tale distanza. Eliminando di fatto un punto di riferimento per queste persone, per i quali non siamo semplici operatori ed educatori. Solamente con questi tre punti la Continuità Terapeutica viene distrutta. Vogliamo che tutto questa venga fermato e aperto un confronto per trovare altre soluzioni più idonee per tutti. Chiediamo il sostegno di tutti i famigliari, associazioni a tutela dei malati psichiatrici, di tutto il paese di Sant’Andrea Bagni e non solo, che andrebbe a perdere un’importante realtà anche economica consolidata nel tempo.
 

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