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L’inferno in casa, stuprata per mesi: arrestato albanese

L'uomo è indagato anche per estorsione e per aver costretto la donna a sposarsi sotto minacce

Ancora una violenza ai danni di una donna. In pochi giorni, un’altra vittima, un’altra giovane vittima: una donna di 24 anni è stata maltrattata, offesa, minacciata e violentata da parte di un uomo albanese di 22 anni, che era diventato padrone del suo tempo e guardiano della sua persona, facendola piombare nella paura più totale che l’ha resa inerme e senza la forza di denunciare. 

Conviventi da febbraio e fidanzati, si è arrivati a un matrimonio in giugno per convenienza. A lui serviva il permesso di soggiorno. Ottenuto il suo obiettivo, inizia una escalation di violenza sulla donna che - tra le tante cose - racconta di essere afferrata per le braccia e sbattuta al muro. Nessuno a Colorno, dove per un paio di mesi andava avanti questa storia di violenza, si era accorto di nulla. Eppure il malessere della giovane era palese. Era seguita dai servizi socio-assiarenziali, per motivi economici ma dietro c’era anche il bisogno di essere ascoltata. Il 12 settembre, a fronte dell’ultima violenza, si è recata accompagnata dai servizi sociali, in ospedale dove le sono stati accordati dieci giorni di prognosi. Si parte da lontano: insulti verbali e violenze fisiche erano cominciare già da un po’ di tempo. Violenze sessuali continue e sottomissioni. 

I servizi sociali, che erano alle spalle di questa donna, più volte l’hanno vista con i lividi e l’hanno ‘raccomandata’ ai carabinieri. Sono stati acquisiti gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato che è stato preliminarmente deferito in stato di libertà alla Procura Federale di Parma. La donna, a seguito dell’ennesimo episodio di violenza avvenuto il 10 settembre, quando il marito l’ha picchiata l’ultima volta, si è rivolta ai servizi del comune di Colorno che l’hanno assistita accompagnandola sia al pronto soccorso dell’Ospedale Maggiore di Parma che presso la caserma dei carabinieri di Colorno. 

Il lavoro dei carabinieri, che nella notte tra il 12 e il 13 hanno approfondito le indagini arrivando alla richiesta della misura cautelare in carcere è stato fondamentale. L’uomo, con precedenti, tra il 9 e il 10 settembre ha perpetrato l’ultima violenza che è stata anche quella più atroce: spintoni, strattoni, percosse e botte che le hanno provocato lividi sul volto ed ecchimosi sulle braccia e lungo il corpo. Violenze perpetrate per mesi, con una minaccia incombente che gravava su di lei: “Se avverti i carabinieri ti uccido”. Lui non avrebbe mai pensato che la donna avesse potuto fare un passo del genere e, dalla denuncia ai carabinieri, si è resa irreperibile ‘costringendo’ il marito a rivolgersi alle forze dell’ordine. Padrone del suo tempo, l’albanese di 22 anni l’aveva completamente in pugno. Il lavoro congiunto dei servizi sociali e delle forze dell’ordine è stato vincente. Arrestato per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale aggravata. Indagato per estorsione e per aver costretto la donna a contrarre matrimonio dietro a minacce e violenze.

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