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Rapina e costringe a violenza sessuale un disabile: arrestato tunisino 34enne

Lo aveva avvicinato in Piazzale Pablo per rubargli il cellulare e poi costringerlo a molestie sessuali approfittando della sua situazione di disagio. E' finito in manette tunisino 34enne per rapina e violenza ai danni di un disabile 38enne parmigiano

Ha approfittato della vulnerabilità di un giovane disabile il tunisino 34enne che dopo aver rapinato la vittima l'ha costretta a molestie sessuali. I fatti risalgono alla tarda serata del 7 settembre scorso quando la vittima, un parmigiano 38enne affetto da una forma di disabilità al 75% con disturbi di personalità, è stata avvicinata in piazzale Pablo dal cittadino tunisino che conosceva solo di vista. L'uomo non ha esitato ad approfittare della situazione per rapinare la vittima del suo cellulare. Davanti alle esortazioni del giovane per ottenere indietro il proprio telefono la minaccia: l'unica condizione quella di dover soddisfare i piaceri sessuali del rapinatore. Difficile per la vittima sottrarsi alla minaccia, vista la difficile situazione e l'assenza dei genitori che in genere lo assistono quotidianamente per fornirgli anche un supporto psicologico a causa dei suoi disturbi di personalità.

Dopo la violenza sessuale il tunisino si è dileguato senza restituire il telefono alla vittima. Nonostante il forte disagio interiore provato a causa della violenza, la vittima è riuscita a trovare la forza di raccontare ai genitori l'accaduto e procedere alla denuncia presso il comando di Parma centro dei Carabinieri. Da quel momento sono scattate immediatamente le indagini per individuare l'aggressore, inizialmente identificato erroneamente, per via della somiglianza, con suo fratello. L'uomo, S.P., è da anni residente a Parma, nullafacente vive di espedienti come questo, che negli anni gli sono costati precedenti penali per reati contro il patrimonio. Al momento della violenza e della rapina, il tunisino si trovava agli arresti domiciliari per una rapina compiuta tempo prima. Per questo, una volta identificato e arrestato, su di lui anche l'aggravante dell'evasione dai domiciliari a causa del fatto che la sera del crimine sarebbe dovuto essere nella sua abitazione di via Montanara per scontare i domiciliari. Ora S.P. si trova nel carcere di via Burla a scontare la pena con l'accusa, oltre che di evasione dai domiciliari, di violenza sessuale, estorsione e ricettazione, perchè trovato in possesso di altri cellulari rubati.

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