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Virus West Nile: nel parmense due persone contagiate

Le autorità sanitarie cittadine hanno accertato, nei giorni scorsi, due casi di contagio da West Nile nel territorio parmense: una persona anziana è stata ricoverata nel reparto di Malattie Infettive dell'Ospedale Maggiore

Il territorio della Bassa parmense è considerato ad alto rischio per il contagio del virus West Nile, soprattutto nei Comuni di Trecasali, Roccabianca e Torrile. Le autorità sanitarie cittadine hanno accertato, nei giorni scorsi, due casi di contagio da West Nile nel territorio parmense: una persona anziana è stata ricoverata nel reparto di Malattie Infettive dell'Ospedale Maggiore. 

Virus West Nile, parmense a rischio. Disinfestazioni prima degli eventi all'aperto
LA FEBBRE DEL NILO. Il virus West Nile è un Flavivirus in grado di infettare cavalli e uomini provocando patologie neuroinvasive anche gravi. Il virus è trasmesso attraverso la puntura di zanzare ed è presente in natura in un ciclo che vede coinvolti gli uccelli come serbatoi. Nel mese di settembre 2008 il virus West Nile (WNV) è stato rilevato nel Nord Italia; le attività di sorveglianza, attivate in seguito alla segnalazione di cavalli sintomatici e di uccelli selvatici infetti, hanno accertato la circolazione del virus entro un’area molto vasta che comprendeva tre Regioni: Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto.

Dalla primavera 2009 è stato attivato in Regione Emilia-Romagna un Piano di sorveglianza integrata teso a rilevare tempestivamente la ricomparsa di tale virus. Il sistema di sorveglianza ha messo in evidenza che sul territorio regionale sono attivi altri arbovirus (in particolare Usutu, Tahyna, Batai) che al momento non sono causa di rilevanti problemi sanitari per la loro scarsa patogenicità ma che risulta comunque utile mantenere controllati in via precauzionale nell’ipotesi di eventuali cambiamenti futuri legati a possibili mutazioni, a interazioni con vettori di nuova introduzione (Aedes albopictus) o per effetto dei cambiamenti climatici in corso.


 

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