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Birrificio del Ducato, Campari: "Il birraio è come uno chef"

Giovanni Campari ha fondato il birrificio nel 2007: "Esportiamo in 15 Paesi in tutto il mondo, il gruppo belga Duvel ha scelto noi -e solo altri 9 birrifici in tutto il mondo - per un investimento importante"

Giovanni Campari è uno di quegli imprenditori che ha creduto fortemente nel territorio e ha fondato il Birrificio del Ducato nel 2007. 

"Abbiamo festeggiato da poco gli undici anni di attività e produciamo birre che hanno un alto contenuto di passione, creatività ed innovazione ma soprattutto che siano facili da bere - ha detto a Cibus 2018 -. Non è uno slogan commerciale: cerchiamo di creare birre che, per quanto possano essere complesse, siano sempre equilibrate ed eleganti. E' l'equilibrio che alla fine paga, in tutte le forme dell'arte, come la musica e la letteratura. Anche in quello che beviamo e che mangiamo se c'è equilibrio c'è piacevolezza".

Come è nata l'idea di fondare un birrificio?

"L'idea è nata da una mia grande passione. Ci sono stati dei soci che si sono poi allontanati, in vari momenti e mi hanno lasciato solo. Oggi siamo in due, abbiamo ceduto una parte di quote ad un gruppo belga che si chiama Duvel. E' una delle famiglie icona della birra belga.  Hanno investito su di noi, come in altri nove birrifici nel mondo ma non sono una realtà industriale: la loro birra base è una birra di alta gamma ed investono solo nelle realtà migliori, nei fiori all'occhiello dei vari Stati: in Olanda, negli Stati Uniti, in Italia e in Belgio. Ci siamo voluti legare al territorio non per una scelta di marketing scontata ma noi, per la nostra cultura, siamo sempre stati legati al territorio, anche se la birra non è un prodotto del territorio come il vino, il quale è fortemente legato alla terra".

Cos'è per lei la birra?

"La birra è una creazione del birraio che, come uno chef, mette insieme degli elementi per creare qualcosa d'altro, che possa trasmettere delle emozioni di gusto. Io vengo da una tradizione famigliare dove sono sempre stato esposto al gusto dei nostri territori: mio nonno era famoso per i suoi culatelli. Mi sono formato sia dal punto di vista universitario, studiando Scienze e Tecnologie Alimentari a Parma sia anche attraverso la mia curiosità nel mondo del vino e dei distillati: la birra è stata il cardine di tutto questo. E' dal 2011 che esportiamo in 15 Paesi nel mondo e l'esportazione vale circa dal 27 al 33% del fatturato annuale. Il primo mercato per me sono sempre stati gli Stati Uniti, poi Inghilterra, Francia, Olanda, Brasile".

Che birre produce il Birrificio del Ducato?

"La sede è a Soragna mentre la sede storica è rimasta a Roncole Verdi: qui abbiamo un centinaio di barrique che provengono da grandi cantine italiane e dieci botti grandi all'italiana che contengono nebbiolo. facciamo birre sperimentali rivolte ai mercati esteri, dove vengono molto apprezzate. Abbiamo un primato, siamo l'azienda italiana che produce birra più premiata di tutti i tempi: abbiamo raccolto 110 medaglie in dieci anni di storia in concorsi internazionali. I concorsi della birra sono concorsi fatti da esperti degustatori, tutti alla cieca e non si conosce l'etichetta. Questo ci ha permesso di esportare e di farci conoscere".

Cosa vi hanno dato i soci?

"L'ingresso de soci belgi è stato fondamentale anche per gli investimenti: abbiamo stanziato 150 mila euro solo per il nuovo laboratorio, abbiamo messo a punto un sistema per il controllo della qualità che in molti ci invidiano e soprattuto abbiamo accesso ad un know how produttivo che in pochi al mondo hanno: per la birra sono fondamentali". 

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