Tanta Parma nella guida Espresso "I migliori ristoranti d'Italia 2017"

Da l'Inkiostro ad Antichi sapori...

Nella guida Espresso "I ristoranti d'Italia 2017" c'è anche un po' di Parma: Vi diciamo subito che la valutazione della guida diretta da Enzo Vizzari è cambiata. Dopo 38 edizioni non ci sono più i ventesimi ma i cappelli, "perché la classifica che esce è simile a quella dell'anno scorso, soprattutto nella parte più alta, ma riteniamo sia più equilibrata, più giusta e rispondente alle scelte di un lettore maggiorenne che cerca e accetta i suggerimenti ma sa òoi valutare sul campo le sfumature e i dettagli secondo gusti ed esperienza", dice Vizzari.  Quindi si va da un minimo di un capello a un massimo di cinque, "il meglio in assoluto". L'Inkiostro, in via San Leonardo a Parma, ha due cappelli ad esempio. 

Ecco il giudizio: “Nuovo corso  all’insegna di Terry Giacomello per lo scenografico e moderno ristorante dependance dell’hotel Link 124 che gli sta di fronte, e asticella posizionata bene in alto. Gli eterei gnocchi liquidi di piselli con crema di patate e olio di prosciutto rancido (il grasso di prosciutto vicino alla cotenna viene fatto sciogliere lentamente in olio di semi) e dell’eccellente spirale d’uovo cotto a freddo (lasciato in realtà a riposare in freezer) con contrasti acidi e piccanti”. Degustazione a 120 euro. Alla carta intorno agli 80 euro.

Parizzi, la Stella d’oro a Soragna e l’Antica corte Pallavicina a Polesine Parmense hanno solo un cappello che significa 'buona cucina'.

Parizzi secondo la guida, “presenta una cucina interessante nell’alternanza fra suggestioni universali come il consommé di astice con verdure e crema speziata, e alcuni allacci col territorio (per esempio il risotto con cotechino e rapa rossa, sgrassato da una lieve aria di rafano)".

La Stella d'Oro a Soragna è così descritta: “Eleganza negli arredi, senza sfarzo, in questo locale (con camere) dove l’accoglienza è su registri alti. Qui opera un cuoco dalla mano ferma e dal profondo rispetto delle materie e dei prodotti, dai salumi, sempre ottimi, alle carni, dal pane al pesce. Spesa: dai 45 ai 75 euro.

L'Antica corte Pallavicina di Massimo Spigaroli, invece è stata giudicata così: "E' qualcosa di metaforico nel grande quadro che fissa i clienti nella luminosa sala da pranzo, aperto sulla corte del maniero, ora Relais, e sull’argine del Po: di qua il ritratto della cucina della Bassa, dall’altra parte del ristorante la modernità della cucina vera e propria”. Spesa: 90 euro.

Presenti anche:

Ai due platani in via Budellungo, con piatti “dall’intelligente costruzione e dalle meditate consistenze, come gli spaghetti alla acciughe del Cantabrico con puntarelle o il petto di faraona all’arancia con mostarda, di buona fattura e sapidità”. Spesa: 40 euro.

Al Tramezzo: “Nel nome rimane l’originaria destinazione gastronomica di questo locale, che oggi spazia tra carne e pesce”.  prezzi oscillano tra i 40 e i 90 euro.

Antichi Sapori di Davide Censi, con una “rigorosa e intelligente riproposizione dei classici parmigiani”. 30 euro.

Cocchi in via Gramsci: “Una sicurezza per la qualità costante della cucina e la cortesia dell’accoglienza in un locale elegante, che mantiene la calda atmosfera della trattoria delle origini”.  Spesa: 55 euro.

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