Un posto al sole: l'innovazione della tradizione

Pesce, pizza e pasta: accanto ai piatti tipici un tocco di sana creatività. E decidi tu cosa mangiare

Immaginate di sedervi in un ristorante e poter ordinare tutto quello che vi piace, senza restrizioni. Sì, proprio tutto, come se a cucinare foste voi. In base alle vostre esigenze , ai vostri gusti e alle vostre abitudini. A Un posto al sole puoi. E non è uno di quegli slogan che serve magari per accattivarsi la clientela o spingere la gente a entrare per provare. È una realtà, dettata dall'inventiva e dal modo di pensare l'arte culinaria, da un modo fresco e originale di interpretare la cucina che, secondo Alfonso Esposito che con Giuseppe Castellano, gestisce il famoso ristorante immerso nella movida parmigiana, "è fantasia. La cucina per me è stravaganza, qualità e inventiva. Chi entra qua dentro esce sempre con il sorriso. Se vuoi, chiamala pure filosofia di vita... . Penso che il cliente debba essere sempre soddisfatto, per questo ha ampia scelta, da noi chiunque può scegliere ciò che vuole in base alle sue esigenze e ai suoi gusti". E a sentire la gente che esce da Un posto al sole, si fa fatica a trovare qualcuno che sia in disaccordo con le proposte del ristorante. Un locale frequentato da ogni tipo di clientela, giovani, meno giovani, calciatori e gente che ama mangiare bene e di qualità. "Da anni siamo attenti alle diete, ad esempio, da noi vengono atleti che operano in tutti gli sport perché sanno che curiamo i dettagli e diamo loro quello che cercano - dice Alfonso, proveniente da una famiglia di ristoratori della Basilicata, una regione per lo più sconosciuta, piccola ma che può dare tanto - soprattutto a livello di gastronomia e prodotti tipici".

E a Parma, dove il mangiare è un arte e le ricette si tramandano di generazioni in generazione, rimanendo ancorate a quelle che sono le tradizioni, Alfonso ha portato un bel po' di Basilicata. Nei sapori, negli odori e in tanti piatti che, pur rimanendo fedeli al gusto dei palati parmigiani, si colorano di un tocco di sana passione. Vicino alle pietanze classiche, come possono essere i tortelli di erbetta, i cappelletti o gli anolini, Esposito ci ha messo un tocco di mare, e non solo nel nome. "Quello lo hanno scelto i miei zii, Franco e Lorenzo Esposito (proprietario de La Fontana in Via Cremonese) e di concerto con Fabio Cannavaro, abbiamo aperto il locale nel luglio del 2001 e da allora abbiamo visto crescere un progetto che mira a fare fronte alle esigenze di tutti i clienti. Ad esempio, proponiamo dei piatti innovativi, che tradizionalmente non troviamo nei menù emiliani, come il pesce, che arriva ogni giorno fresco, congelato a bordo secondo quelle che sono le norme dell'alimentazione. Tutte le mattine arrivano i carichi. Abbiamo puntato su prodotti parmigiani e non, come ad esempio l'olio extravergine d'oliva che viene dalla Basilicata appunto, dalla produzione diretta di Gino Esposito (padre di Alfonso). La qualità sta anche nel saper scegliere il prodotto e abbinarlo a quello che ti propone il territorio. Per questo dico che il menù qua lo fa il cliente, perché può sbizzarrirsi nelle scelte". In effetti, sulla carta trovi di tutto: dalla pizza alla pasta, al pesce. "Le tre 'P' sono nella dieta del cliente medio. Oggi, con l'evoluzione dei gusti, con il cambio delle abitudini, anche la cucina si è globalizzata e se non stai al passo con i tempi diventa anche difficile poter lavorare. Noi ci siamo adeguati senza perdere di vista la qualità, che è alla base del nostro menù e del nostro modo di fare".

Pizze integrali, risotto arboreo, dolci, dessert, crostate, dolci a cucchiaio, a Un posto al sole la varietà è padrona. "La mia famiglia vanta una tradizione importante nella cucina. A Sant'Arcangelo (un piccolo paesino in provincia di Potenza), abbiamo cominciato a fare cucina con il Mulino, un ristorante in voga da quelle parti. Franco Esposito ci ha trasmesso l'amore per la cucina e la cura dei dettagli, cosa che anche io, venendo da una famiglia di ristoratori, ho fatto mia e ho cercato di riproporre nel mio ristorante". Che ormai è un punto fermo per Parma e provincia. "La nostra pizza, ad esempio, piace perché è soffice, perché è fatta lievitare secondo quelle che sono le regole.

Da anni la gente viene qua per mangiare la pizza tirata, che lavoriamo a mano. Lo scopo è quello di raggiungere una digeribilità veloce. Con una mezza pallina in più, mangi mezza pizza in più. Non ti appesantisce perché viene fatta lievitare per delle ore, e condita con ingredienti di qualità, rimane croccante anche se resta nel piatto per un po' conservando la friabilità all'interno".

Sull'insegna campeggia la scritta 'specialità pesce'. Le trenette allo scoglio vanno per la maggiore: conditi con pomodorini, cozze, vongole, scampi e gamberoni, che si mescolano bene insieme e si amalgamano al succo dei pomodori, fino a creare una cremina densa che per il palato è una delizia. Crostate e torte preparate al momento, sempre fresche, impiattate in modo originale e 'sbarazzino', condite con glasse naturali che contornano il piatto e lo rendono colorato e vivace. Il tutto in un locale posto su due piani, abbastanza grande da poterci organizzare eventi di ogni tipo. Dai compleanni alle feste di laurea, pensato per le famiglie, dove i bambini possono divertirsi con garbo e mangiare di gusto. E in più con uno spazio all'esterno in cui goderti, nella bella stagione, la vista che da su Piazza Santa Croce. 

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