dov'è finito l'ufficio postale di colorno?

A distanza di quasi due mesi, il servizio non è stato ancora ripristinato e nemmeno il bancomat. Un forte disagio per il territorio.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

A distanza di quasi due mesi dal furto al bancomat dell'ufficio postale di Colorno, Poste Italiane non si è ancora mobilitata per la sua riapertura. Un problema comune che si sta verificando anche nel comune di Busseto e di Sorbolo. Pur consapevoli che diversi sono stati i danni all'interno della struttura a causa anche della presenza di un tetto in amianto, non è concepibile ad oggi dover continuare a vivere un così forte disservizio. "Provvisoriamente" è stato posizionato nel piazzale antistante all'ufficio, un camion con degli sportelli. Per raggiungerli occorre salire una ripida scala di metallo, proibitiva per anziani o disabili con problemi di mobilità. La mancata presenza del bancomat è un disservizio non solo per i colornesi, ma anche per i tanti turisti che in questo periodo estivo hanno deciso di visitare la meravigliosa reggia di Maria Luigia. Inoltre, per normative Anti - Covid19 si può accedere presso il mezzo mobile, due persone alla volta, e in tanti sono costretti a fare delle file lunghissime anche di più di 1 ora, sotto al cocente sole estivo, in attesa di usufruire del servizio. L'erogazione dei servizi di Poste Italiane, è essenziale per il territorio, ad oggi estremamente penalizzato. Servizi utilizzati per lo più da persone anziane con poca dimestichezza alle nuove tecnologie o non automunite, che non vedono altra soluzione, se non recarsi presso lo sportello per eseguire operazioni. Alla luce del lungo tempo trascorso, e dopo aver già inviato reclamo a Poste Italiane, ricevendo risposta evasiva, abbiamo deciso di inviare un ulteriore missiva per chiedere impegno e celerità nella riapertura dell'ufficio colornese. Abbiamo inoltre segnalato la questione ad AGCOM (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni). Chiediamo che anche le istituzioni intervengano in questo senso e se già fatto, che insistano ancora. Il gruppo civico Amo - Colorno
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