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e-motion, mostra di giacomo ponzi mary quarantelli rino sgavetta

E-motion, parola che combina “emozione” e “movimento”, inteso come moto fisico esterno e moto interiore. E’ questo il titolo della mostra che inaugura sabato 8 febbraio alle 17 alla Chaos Art Gallery di Vicolo Al Leon d’oro 8 ed è anche l’elemento che accomuna i tre artisti in esposizione: Giacomo Ponzi, Mary Quarantelli e Rino Sgavetta. Tra l’espressionismo disgregante e visionario alla Giacometti, alla Munch per Ponzi, il dinamismo cromatico di Sgavetta e la sintesi astratta delle emozioni della Quarantelli, si è travolti da un vortice energetico dove colore e segno scuotono, muovono e commuovono. Fino al 20 febbraio.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday Emotion come emozione e motion come movimento. Del resto cos’è l’emozione se non un movimento interiore e cos’è l’arte se non quella capacità d’esprimere il movimento esteriore dei corpi e il movimento interiore degli esseri viventi così da commuovere ed emozionare? Il grande Leonardo l’ha insegnato con le linee del suo disegno dove fa intuire il movimento e il trascorrere di tutte le cose di natura insieme al moto dell’anima che percorre la realtà. E’ la vita. Così anche questi 3 artisti hanno in comune l’abilità e la forza nell’evidenziare il movimento, quello esterno come quello interno. Sgavetta esprime continuo dinamismo nei suoi quadri con i ciclisti in fuga, le auto in corsa, ma anche dove tutto pare fermarsi nella meditazione e nell’osservazione di un evento (ad esempio i quadri dei muri, le nature morte, i paesaggi), in realtà c’è sempre il colore espressivo che spinge le emozioni, fa scattare i ricordi, suggerisce l’inesauribile carica vitale che pervade le sue visioni. E d’altra parte le sue sculture definiscono percorsi labirintici e senza fine, morbide curve che non s’interrompono mai. Lo stesso slancio, ma più interiorizzato e concentrato, lo troviamo nelle opere di Mary Quarantelli. Lei sintentizza le emozioni in tracce evocative di colore, tra l’informale e il concettuale, dove la chiave sta spesso in dettagli significanti, simil conchiglie sulla riva, segni obliqui e graffi nell’apparente quiete di un fondo scuro o monocromo, elementi materici che spezzano l’equilibrio e generano moto, schiudono nuovi panorami, ulteriori sensazioni, senza soluzione di continuità. Infine Giacomo Ponzi, espressionista nei paesaggi scossi dal turbamento di uno spirito inquieto, frementi di colori accesi e ancora più estremo nei volti e nelle figure ectoplasmatiche, ridotte, smunte tra Giacometti, Munch e Bacon. Il corpo di queste persone è fatto della sola nervatura delle emozioni, il moto della vita è quello della mano che costruisce la dimensione estrema delle sue figure, allucinate, sospese tra ombra e luce, tra essere e non essere, anzi sopraffatte dal loro stesso esistere. Da tutti e tre questi artisti, affiora un grido di colore dal silenzio e dall’ingannevole compostezza circostante. E’ la dichiarazione di un’arte autenticamente sofferta e di una sofferenza liberata, dove quello che sfugge è quello che resta imprigionato sulla tela e nella nostra suggestione. Il moto, l’emozione passa da loro a chi osserva senza nessun filtro razionale, si scaglia come un proiettile dentro e invece di spegnere, di uccidere, accende di stupore o di sgomento, chiama e scuote. Ci rende presenti a noi stessi. Ed è la vita. Proprio come ha scritto Da Vinci: “il moto è causa d’ogni vita”.
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