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Martedì, 29 Novembre 2022
Economia

Iren licenzia un giovane apprendista che ha messo a sue spese due coprisedili su un'auto aziendale usurata

Stato di agitazione deciso immediatamente dall’assemblea dei lavoratori. FP Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil: "Troppe ombre sull'attività della multiutility"

Il Gruppo Iren, con il licenziamento intimato nei giorni scorsi ad un giovane apprendista per futili motivi (nella fattispecie, l'aver collocato due coprisedili a proprie spese su un'auto aziendale usurata), riaccende i riflettori sui tanti problemi che il sindacato da tempo denuncia e fa sorgere una spontanea reazione di solidarietà dei lavoratori che decidono di aprire lo stato di agitazione e proclamare un’iniziativa di sciopero.

"Non è accettabile che all’interno del gruppo Iren i giovani assunti siano generalmente sotto inquadrati rispetto alle mansioni svolte e vengano tagliati fuori dai percorsi di crescita professionale. L’unica attenzione del Gruppo Iren in questi anni sembra essere rivolta ai profitti a scapito della qualità del lavoro e della qualità dei servizi forniti ai cittadini, che pagano tasse e bollette assai alte".

Le relazioni sindacali "sono solo formali e da tempo i sindacati territoriali di categoria FP CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI, FILCTEM CGIL, FEMCA CISL e UILTEC UIL denunciano l’incapacità del gruppo di condurre confronti di merito efficaci, oltre ad evidenti problemi di organizzazione all’interno dell’azienda. L’attuale situazione sugli appalti al ribasso in violazione di tutte le regole contrattuali e di legge, soprattutto sul settore rifiuti, è vergognosa perché i servizi in concessione, pagati con soldi pubblici, non possono essere solo lo strumento per fare profitti sulla pelle di lavoratori e cittadini".

Troppe "sono inoltre le ombre sulle attività del gruppo, dagli investimenti sbagliati alla nuova società costituita per il settore gas di cui l’azienda non ha fornito alcuna informazione. Per tutte queste ragioni, da tempo il sindacato auspica che gli enti locali si riapproprino di un maggiore controllo sulla multiutility, a partire dalla qualità del lavoro e dei servizi".

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