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Venerdì, 12 Agosto 2022
Economia

Ascom, in 10 anni il commercio ha perso 846 imprese, il settore «servizi» fa registrare un +1.140

Il presidente Vittorio Dall'Aglio: "Primo semestre positivo, ma il conflitto tra Russia e Ucraina e l'instabilità politica rendono lo scenario preoccupante"

I dati dell’indagine Format Research, giunta alla sua 4° edizione, mettono in evidenza come, seppur in un contesto che vede diminuire il numero di imprese, il terziario costituisca ancora la parte preponderante del tessuto economico locale con oltre il 62% delle imprese attive nel commercio, nel turismo e nei servizi. Tuttavia il settore sta profondamente cambiando e i dati lo confermano: una crisi del commercio tradizionale viene compensata da una tenuta del settore turistico e da un aumento costante delle aziende attive nei servizi. Dopo il primo semestre 2022 che fa registrare segnali positivi legati ai ricavi delle imprese e al tasso di occupazione, sui prossimi mesi pesa fortemente l’incertezza dovuta alla guerra, all’inflazione e soprattutto all’aumento abnorme del costo delle forniture. Così il credito delle imprese che vede un miglioramento nella liquidità ma con prospettive di peggioramento per fine anno. Cala la quota di imprese che si recano in banca per chiedere credito pur in una situazione positiva in termini di risposte positive per il rilascio di finanziamenti. “Nonostante ciò – commenta Vittorio Dall’Aglio, Presidente Ascom Parma - non diminuisce la fiducia degli imprenditori nell’andamento della propria attività con segnali più incoraggianti nei ricavi e nell’occupazione. Le aspettative per il futuro però sono incerte: pesa la crisi, la situazione internazionale e soprattutto l’aumento dei costi energetici e l’inflazione. C’è bisogno di stabilità.”

Un altro dato importante emerso dall’indagine che merita di essere sottolineato è quello del livello di decoro urbano che “nella provincia di Parma – aggiunge Claudio Franchini Direttore Ascom - risulta essere un problema particolarmente sentito sia nei centri storici che nelle periferie, dove sale al 60% la percentuale di imprenditori che giudicano la propria zona caratterizzata da tale fenomeno. I problemi segnalati dagli imprenditori si riferiscono in particolare alla poca pulizia delle strade e alla scarsa presenza della polizia locale oltre al dissesto delle strade.” “I risultati dell’indagine – conclude Dall’Aglio - sono indicatori importanti di un settore, quello del terziario, che per numeri continua ad essere il più economicamente rilevante nella nostra provincia ma che ha forti situazioni di fragilità inevitabilmente dovute alle continue crisi degli ultimi due anni e al fatto che, soprattutto per il commercio tradizionale, il contesto urbano in cui operano le aziende denoti forti problemi di sicurezza e degrado. In quest’ottica continua pertanto ad essere di particolare importanza la vicinanza della Amministrazioni locali nel supporto le nostre imprese attraverso politiche di sgravi fiscali e qualificazione delle aree urbane.”

L’INDAGINE IN SINTESI IL TESSUTO IMPRENDITORIALE

Le imprese extra agricole registrate nella provincia di Parma sono oltre 32 mila. Le imprese del terziario costituiscono il 62% del totale delle imprese extra-agricole della provincia (sono oltre 20mila imprese attive). Il numero delle imprese del terziario nuove iscritte è in aumento rispetto al 2020 sebbene non sia ancora tornato ai livelli pre-Covid. Le imprese del terziario iscritte nel 2020 nella provincia di Parma sono state 991 mentre nel 2021 il numero di imprese iscritte è stato pari a 1.236. Anche il numero di cessazioni risulta essere in leggero aumento rispetto all’anno precedente. Le imprese cessate nel 2020 sono state 1.609 mentre nel 2021 sono state in numero pari a 1.642.

Gravissima la crisi delle imprese colpite dall’aumento dei prezzi. L’indicatore è pari a 7, su una scala da 0 a 100, al 30 giugno 2022. Le attese delle imprese non segnalano alcun miglioramento nei prossimi mesi. Continua a migliorare il livello dell’occupazione nella provincia di Parma. Si prevede un leggero calo dell’indicatore in vista della fine dell’anno.

LIQUIDITÀ
La situazione della liquidità delle imprese di Parma è in miglioramento, l’indicatore al 30 giugno 2022 è pari a 47 rispetto al 42 registrato nello scorso semestre. L’indicatore della previsione segna un ulteriore calo.

DOMANDA E OFFERTA DI CREDITO
Diminuisce leggermente la percentuale di imprese che hanno chiesto credito nel trimestre. Alta la percentuale delle imprese che ricevono il credito del quale hanno bisogno. Residuale la percentuale delle imprese alle quali non viene accolta la domanda di credito.

Nella provincia di Parma il livello di decoro urbano risulta essere un problema particolarmente sentito sia nei centri storici che nelle periferie, dove sale al 60%. la percentuale di imprenditori che giudicano la propria zona caratterizzata da tale fenomeno. I problemi segnalati dagli imprenditori si riferiscono in particolare alla poca pulizia delle strade e alla scarsa presenza della polizia locale oltre al dissesto delle strade.

La maggior parte delle imprese reputa il fenomeno del degrado urbano dannoso per la propria attività, indipendentemente dal fatto di risiedere in periferia o nel Centro Storico. Tra le imprese che hanno dichiarato che la qualità della vita del proprio comune è migliorata nel corso dell’ultimo biennio, la quasi totalità ha imputato tale miglioramento all’aumento dei servizi alla persona ed esercizi commerciali. I fattori di criticità (rispetto alla qualità della vita) maggiormente percepiti dalle imprese sono stati: la diminuzione della sicurezza personale e l’aumento dei fenomeni di disagio sociale.

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