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Banca Monte, senza garanzie i sindacati pronti alla mobilitazione

La segretaria generale della Cgil, Patrizia Maestri: "Banca Intesa ha fatto un affare e non essendo certo una società di sprovveduti confidiamo che sappia valorizzare le peculiarità dell'istituto che ha rilevato

La numerosa partecipazione dei dipendenti di Banca Monte alla manifestazione pubblica di sabato scorso è un forte segnale della determinazione dei lavoratori, fermamente intenzionati ad ottenere le garanzie per il loro futuro, a fronte della preoccupazione per le possibili ricadute negative conseguenti alla vendita della Banca.

Le iniziative delle Rappresentanze Sindacali Aziendali e la grande forza messa in campo dai lavoratori stanno producendo i primi risultati. Le Organizzazioni Sindacali sono già state ricevute dal Presidente della Provincia e dal Sindaco di Parma - che hanno garantito un loro intervento immediato affinché sia avviato il confronto tra Fondazione e Sindacati e siano recepite le istanze dei lavoratori - e nei prossimi giorni verranno ricevute anche dal Presidente della Camera di Commercio. E’ stato, inoltre, fissato un incontro per martedì 16 novembre con la Fondazione Monte di Parma, attuale proprietaria della Banca, in procinto di cedere il pacchetto di controllo a Intesa Sanpaolo.

Le Organizzazioni Sindacali ritengono che non sia più possibile attendere per l’apertura di un tavolo permanente con la Fondazione, per la sottoscrizione di un accordo che definisca tutte le garanzie per i lavoratori sugli aspetti occupazionali, professionali e contrattuali, da inserire all’interno dei patti parasociali.

Se le Organizzazioni Sindacali non otterranno immediato riscontro rispetto alle loro richieste, verranno prontamente proclamate le ulteriori iniziative di mobilitazione.
 

L'INTERVENTO DI PATRIZIA MAESTRI, SEGRETARIA GENERALE CGIL PARMA

Con l'incontro che si terrà domani, 16 novembre, tra i vertici della Fondazione Banca Monte e le RSA e le organizzazioni sindacali dell'istituto di credito si apre una fase decisiva per l'ultima delle banche locali. Il punto fondamentale è proprio questo: in che misura e in che modo Banca Monte, pur all'interno di un gigante del credito quale è Banca IntesaSan Paolo, saprà mantenere il carattere di banca legata al territorio, alle sue imprese (sopratutto quelle medio-piccole) e ai suoi cittadini. Anche il destino occupazionale della Banca, e di società come CEDACRI e C-GLOBAL, che sono ad essa legate anche dal punto vista proprietario, dipende da questo elemento.

Secondo Patrizia Maestri, segretaria generale della Cgil di Parma, “solo il mantenimento del marchio e delle funzioni direttive, un'attenta e intelligente integrazione con l'altra banca “territoriale” di Intesa (CARISBO) e coerenti politiche di sviluppo rappresentano le maggiori garanzie affinché l'occupazione, diretta e indiretta, possa essere garantita. Non servono impegni generici e astratti o, al massimo buone intenzioni”. Nei giorni scorsi le RSA, i sindacati di categoria e confederali hanno incontrato il Vescovo, il Presidente della Provincia e il Sindaco di Parma (giovedì incontreranno il Presidente della Camera di Commercio) per esporre queste ragioni e l'interesse si è prontamente manifestato nel sollecitare Banca Intesa a sottoscrivere con la Fondazione Banca Monte patti para-sociali che mantengano una significativa autonomia all'Istituto parmigiano.

“Come abbiamo sottolineato più volte – aggiunge Patrizia Maestri - Banca Monte è una realtà in momentanea difficoltà, ma strutturalmente sana e con una posizione di mercato molto forte; checché se ne dica Banca Intesa ha fatto un affare e non essendo certo una società di sprovveduti confidiamo che sappia valorizzare le peculiarità dell'istituto che hanno rilevato. Sabato scorso i dipendenti hanno ribadito di voler giocare un ruolo importante fino in fondo trovando la solidarietà anche della cittadinanza che considera Banca Monte un pezzo dell'identità del nostro territorio e, se necessario, anche nei prossimi giorni faranno sentire ancora la loro voce”.

“Dopo l'incontro in agenda – conclude la segretaria Cgil - è assolutamente necessario che lo spirito di solidarietà e di comuni vedute che si è creato in questi giorni venga mantenuto, in particolare sarà fondamentale, nei numerosi e ravvicinati passaggi che ci saranno, che le istituzioni continuino a giocare il loro legittimo ruolo (anche di azionisti) e non lascino soli i lavoratori e il territorio”.
 

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