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Barilla, il grano duro è made in Emilia-Romagna. Al via l'accordo

La principale novità di quest'anno è l'introduzione di un'ulteriore formula di pricing innovativo con l'obiettivo di dare agli agricoltori la possibilità di massimizzare il proprio utile ed incentivare nel contempo la coltivazione del cereale

Al via il nuovo accordo di filiera per la fornitura di grano duro emiliano-romagnolo di alta qualita' a Barilla, promosso dalla Regione Emilia-Romagna.
Valido per la campagna cerealicola 2010-11, l'accordo siglato oggi a Bologna e' giunto al quinto rinnovo e rappresenta un'esperienza di continuita' e stabilita' in un mercato dei cereali soggetto, negli ultimi anni, a forti variazioni di prezzi, di cui risente l'intera filiera.

L'accordo conferma sia i volumi di grano duro "made in Emilia-Romagna" destinati a Barilla dell'ultima campagna, pari a circa 70 mila tonnellate, sia il meccanismo di stabilizzazione dei prezzi introdotto l'anno scorso che dava due possibilita' di scelta ai produttori. La prima permette loro di legare il prezzo del cereale alla quotazione della borsa merci di Bologna con l'aggiunta di premi specifici (fino a 35 euro/tonnellata) per la qualita' del prodotto e per gli impegni previsti dal disciplinare di produzione e conservazione; la seconda, basata sui costi di produzione, consente ai produttori di scegliere di vendere una quota della propria produzione (fino a un massimo del 30% del totale) ad un prezzo precedentemente stabilito, tale da garantire un adeguato margine di profitto sui costi di coltivazione.

La principale novita' dell'accordo di quest'anno e' l'introduzione di un'ulteriore formula di pricing innovativo (che si affianca alle due modalita' precedenti), sempre con l'obiettivo di dare agli agricoltori la possibilita' di massimizzare il proprio utile ed incentivare nel contempo la coltivazione del grano duro. Gli agricoltori potranno anche scegliere di vendere il proprio prodotto ad un prezzo calcolato sulla base delle quotazioni del grano tenero (attualmente una delle coltivazioni maggiormente valorizzate dal mercato), piu' un premio di 30 euro, a recupero dei maggiori costi di coltivazione del grano duro. A queste quotazioni saranno poi applicati dei premi specifici in funzione delle caratteristiche qualitative.

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