Economia in Emilia-Romagna: ancora in flessione. Ma si intravede un miglioramento

Secondo le analisi della Banca d'italia nel corso del 2013 l'attività economica in Emilia-Romagna ha continuato a flettere: calo dell'occupazione, sebbene meno che nella media italiana, tra giovani e donne

Secondo le analisi della Banca d'italia nel corso del 2013 l'attività economica in Emilia-Romagna ha continuato a flettere. La domanda e la produzione nell'industria hanno segnato una contrazione, diffusa in tutti i principali settori. Nei mesi estivi la ripresa della domanda nell'area UE ha favorito un modesto miglioramento del quadro congiunturale e le aspettative delle imprese sulle tendenze degli ordini sono lievemente migliorate. I servizi risentono ancora della debolezza della domanda interna e il comparto delle costruzioni non evidenzia segnali di ripresa. L'incertezza sulla robustezza della ripresa, l'elevata capacità produttiva inutilizzata e le tensioni nell'offerta di credito hanno frenato gli investimenti. Gli scambi con l'estero hanno sostenuto l'economia regionale. Le esportazioni sono aumentate nel settore delle piastrelle e in alcuni comparti tradizionali (trasformazione alimentare, tessile e abbigliamento).

Nel mercato del lavoro l'occupazione è diminuita, sebbene meno che nella media italiana, soprattutto fra i giovani e le donne; il tasso di disoccupazione è ulteriormente aumentato. La caduta dei livelli occupazionali si è lievemente attenuata nel secondo trimestre, in cui si sono registrati incrementi in alcuni comparti dei servizi e nell'industria in senso stretto. Nel primo semestre i prestiti alle imprese sono ancora diminuiti in tutti i settori produttivi e in particolare nell'industria manifatturiera; quelli alle famiglie si sono mantenuti stazionari. Le politiche di offerta sono state frenate dall'elevato rischio di credito che è ulteriormente aumentato, soprattutto per le imprese. Dati preliminari indicano che tali tendenze sono proseguite in luglio e agosto.

In prospettiva sono emersi alcuni segnali favorevoli. Secondo il Sondaggio della Banca d'Italia, per il quarto trimestre del 2013 e il primo del 2014 prevalgono, soprattutto fra le imprese esportatrici, quelle che prevedono un aumento del fatturato. Accanto a un tenue miglioramento della redditività nel 2013, le imprese segnalano la stazionarietà degli investimenti per il 2014. L'indagine indica anche attese invariate sull'intonazione restrittiva dell'offerta di credito a fronte di un lieve aumento della domanda. 

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