Fusione Iren-Hera, no della Cgil: "E' un'operazione da risiko finanziario"

Il sindacato dice no ad una 'mega-fusione' tra Hera e Iren, se dettata da interessi puramente finanziari. Ok, invece, a collaborazioni industriali tra i due gruppi, ad esempio sulla green economy

No ad una 'mega-fusione' tra Hera e Iren, se dettata da interessi puramente finanziari. Ok, invece, a collaborazioni industriali tra i due gruppi, ad esempio sulla green economy. Questa la posizione della Cgil Emilia-Romagna, emersa da un convegno sul ruolo che, secondo il sindacato, devono assumere le multiutility in tempi di crisi. Nei piani industriali delle due grandi aziende, per la Cgil, deve trovare maggiore spazio proprio la conversione ecologica. Le multiservizi, poi, attuando il referendum, non devono inseguire i profitti ma svolgere una funzione pubblica. In quest'ottica E' necessario quindi, che la maggioranza pubblica venga preservata.

L'orizzonte di una sinergia tra Iren - multiutility di Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Genova e Torino - ed Hera, governata da Bologna, Modena e i comuni romagnoli, non convince: "Per il modo in cui è stata presentata finora - ha detto Cesare Melloni, segreteria regionale - sembra un'operazione di risiko finanziario. Viceversa sarebbe interessante pensare a collaborazioni dal punto di vista industriale". Ad esempio "join venture sulle energie rinnovabili", oppure accordi che tengano conto "dell'integrazione delle reti idriche". La Cgil chiede poi un passo in avanti nella stesura dei piani industriali: "la prospettiva - ha proseguito Melloni - dovrebbe misurarsi con i temi dell'efficienza energetica, il risparmio delle risorse, lo smaltimento e il riuso dei rifiuti, la produzione di energia delle fonti rinnovabili: unico ambito che trova spazio parziale, e non di sistema, nelle scelte delle due aziende". Queste opzioni, "sarebbero un'innovazione per creare nuove attività industriali" e, perché no, posti di lavoro.

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"E' in atto uno scontro - ha esemplificato - con la direzione di Iren, che, dopo l'aggregazione Enia-Iride, ha annunciato, qualche settimana fa, la riduzione degli investimenti del 40% nei prossimi cinque anni. Questo avviene senza confronto sindacale. In caso di mancate risposte alle nostre richieste, si dovrà ricorrere allo sciopero". E' cruciale, poi, "potenziare il governo e il controllo pubblico delle scelte strategiche su acqua e rifiuti". La Cgil, invita, quindi, a non 'svendere' le azioni e "riconferma che il mantenimento della maggioranza del controllo pubblico da parte dei Comuni costituisce una condizione indispensabile". In vista del rinnovo del patto di sindacato di Hera, che si chiuderà entro il 31 dicembre, la quota da preservare è il 56%. Sulla riconferma del ruolo del 'pubblico', ha insistito anche Daniele Manca, presidente dell'Anci regionale e sindaco di Imola, oltre che a capo del patto di sindacato. Così come "é importante - ha detto nel suo intervento - la costituzione di un'unica Ato regionale: serve un soggetto regolatore forte".

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