Venerdì, 24 Settembre 2021
Economia

"Green pass obbligatorio per i lavoratori? Una forzatura: piuttosto aggiorniamo i protocolli"

La segretaria generale della Cgil di Parma: "Nel nostro territorio non ci sono stati focolai nei luoghi di lavoro e gli industriali hanno anche promosso l'Hub vaccinale di via Mantova: è una posizione che non comprendiamo"

Green pass obbligatorio per i lavoratori? E' questa la proposta arrivata, nei giorni, scorsi da Confindustria e contenuta in una lettera, che è stata resa pubblica. La segretaria generale della Cgil di Parma Lisa Gattini parla della posizione del sindacato parmigiano e dei protocolli che, da mesi, sono applicati nelle aziende di Parma e provincia, proprio per contrastare la diffusione del Covid-19 negli ambienti di lavoro: "Non ci sono stati focolai: i protocolli che abbiamo firmato hanno funzionato. Ora occorre tenerli ben oliati". 

Cosa pensa la Cgil di Parma in merito alla proposta di Confindustria di legare l'accesso al luogo di lavoro al Green pass? 

"Abbiamo letto le dichiarazioni del segretario Maurizio Landini e le condividiamo. Credo che durante la pandemia i lavoratori e le lavoratrici di ogni territorio e di qualsiasi comporto abbiano dimostrato un grandissimo senso di responsabilità. Come sindacati abbiamo firmato i protocolli per la prevenzione in tutte le aziende, con l'aiuto dei medici aziendali. Abbiamo chiesto più volte agli industriali di Parma se vi fossero dei focolai nei luoghi di lavoro: tutto era sotto controllo e non c'è stato nessun focolaio. Ciò vuol dire che i protocolli hanno funzionato bene. Gli stessi industriali hanno anche creato l'hub vaccinale in via Mantova. Noi continuiamo la nostra campagna di prevensione e per la divulgazione per quanto riguarda i vaccini. Non comprendiamo questa posizione di Confindustria che pretenderebbe l'esibizione del green pass. Non può essere chiesta ai soli lavoratori: una legge dello stato dovrebbe - in questo scenario - estenderlo a tutti i cittadini e le cittadine. Inoltre si aprirebbe un grosso problema sulla privacy".

Per i prossimi mesi pensati ad un aggiornamento dei protocolli che riguardano i vari settori produttivi? 

"I protocolli che abbiamo firmato tutelano la privacy: nel caso del green pass, invece, il capo del personale o il datore di lavoro arriverebbero a conoscere la cartella dei propri lavoratori. Sono questioni estremamente delicate: noi come sindacati la nostra parte l'abbiamo sempre fatta. Prima di fare certe dichiarazioni bisognerebbe considerare tutto il lavoro che è stato fatto fino ad oggi. In ogni caso dovrebbe decidere lo Stato, non certo Confindustria e nemmeno il sindacato. Per il futuro piuttosto mi concentrerei sulla manutenzione dei protocolli, già esistenti, che sono stati applicati nei vari settori lavorativi. Hanno funzionato: teniamoli ben oliati e sicuramente funzioneranno anche dopo l'estate". 

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