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Banca Monte Parma cede il 51% a Intesa Sanpaolo

L'acquisizione della quota di maggioranza al prezzo di 159 milioni di euro. Il presidente Bernazzoli: "Esprimo soddisfazione perchè l'ingresso di un gruppo importante garantirà i livelli occupazionali"

Intesa Sanpaolo ha firmato oggi l'accordo con Fondazione Monte di Parma per l'acquisizione di una quota di maggioranza del capitale sociale di Banca Monte Parma.
L'accordo prevede che il Gruppo Intesa Sanpaolo acquisisca da Fondazione Monte di Parma il 51% del capitale sociale di Banca Monte Parma al prezzo di 159 milioni di euro e sottoscriva per pari quota un aumento di capitale di Banca Monte Parma di 75 milioni di euro da attuarsi mediante emissione di azioni ordinarie al valore di patrimonio netto contabile per azione, riservato in sottoscrizione ai soci.

Inoltre, in base a tale accordo, nell'ipotesi in cui gli altri soci che hanno stipulato assieme a Fondazione Monte di Parma il patto parasociale esistente (i "Pattisti", detentori collettivamente del 28% del capitale sociale di Banca Monte Parma) esercitino il diritto loro spettante in forza del patto stesso, il Gruppo Intesa Sanpaolo è disponibile ad acquistare le azioni dei Pattisti alle condizioni previste dal patto - con un investimento complessivo massimo, per l'acquisizione del 79% del capitale sociale di Banca Monte Parma, pari a circa 230 milioni di euro - e, nel caso, a sottoscrivere la corrispondente quota del predetto aumento di capitale. Il Gruppo Intesa Sanpaolo si rende disponibile a sottoscrivere eventuali porzioni dell'aumento di capitale rimaste inoptate.

Il perfezionamento dell'operazione è subordinato all'ottenimento delle necessarie autorizzazioni.
Al 30 giugno 2010, Banca Monte Parma aveva una raccolta diretta pari a circa 2,3 miliardi di euro, una raccolta indiretta pari a circa 2,3 miliardi, impieghi a clientela pari a circa 2,7 miliardi e un patrimonio netto di 156 milioni di euro; nel primo semestre 2010, ha registrato un risultato netto negativo per 13 milioni di euro.

Banca Monte Parma ha una rete di 67 filiali nelle province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, dove la quota di mercato del Gruppo Intesa Sanpaolo relativa agli sportelli salirebbe - a seguito del perfezionamento dell'operazione - rispettivamente dal 6% al 19,6%, dal 5,8% al 9,4% e dal 4,8% al 6,9%.
Il perfezionamento dell'operazione si tradurrebbe in un impatto massimo di circa 7 centesimi di punto per il coefficiente patrimoniale Core Tier 1 del Gruppo.

DICHIARAZIONE DI VINCENZO BERNAZZOLI

Il presidente della Provincia, Vincenzo Bernazzoli, ha commentato l'ingresso di Banca Intesa col 51% in Banca Monte Parma.

"Esprimo soddisfazione per una operazione che con l'ingresso di un grande gruppo, mette in sicurezza questo importante istituto del territorio. Ora ci sono le condizioni per uscire da una vicenda difficile e ci auguriamo che questo rappresenti una prospettiva positiva per il futuro, in grado di garantire i livelli occupazionali e qualificare l'offerta bancaria per le imprese del territorio".

" Se non si è riusciti a mantenere la proprietà della maggioranza della banca - conclude Bernazzoli - comunque le risorse della Fondazione vengono incrementate in modo da poter garantire nei prossimi anni un ritorno utile sul territorio".

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