Iren vende i suoi immobili? Sindacati furiosi: "Così si deprime l'azienda"

La multiutility avrebbe affidato il patrimonio immobiliare di diverse province, tra cui anche Parma, alla Sgr per un controvalore di 150 milioni di euro. "Così si abbassa l'affidabilità verso i creditori"

Dalla Liguria all'Emilia scatta il veto delle Rsu della Cgil Iren sul patrimonio immobiliare dell'utility. Come riferisce l'agenzia Dire, l'azienda ha deciso di affidare ad un fondo di gestione immobiliare (Sgr) per un controvalore di 150 milioni alcune delle piu' importanti sedi aziendali sia nei territori liguri/piemontesi che in quelli emiliani (Parma, Reggio Emilia, Piacenza). Ma i sindacati insorgono: "Pensiamo che la scelta di vendere il patrimonio immobiliare di Iren in questo momento sia particolarmente negativa, sia perche' si tratta di una svendita di un bene accumulato nel tempo con le risorse dei cittadini e il contributo dei lavoratori Iren, sia perche' cosi' si deprime il valore dell'azienda nel suo complesso abbassando l'affidabilita' verso i creditori, sia perche' in questo momento il valore degli immobili e' particolarmente deprezzato".

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Inoltre, gia' nell'ottobre del 2011 si era arrivati alla proclamazione di uno stato di agitazione, dopo che le Rsu avevano sollevato diverse criticita' nella condotta aziendale, tra cui il mancato rispetto di accordi aziendali in vigore, il mancato accordo sul tema degli appalti, l'attuazione unilaterale del
piano industriale, mancato riconoscimento delle rappresentanze dei lavoratori. Nodi, sottolineano i sindacati, ancora irrisolti: "Il livello delle relazioni industriali fra i lavoratori e l'azienda e' infatti ai minimi storici e non sembrano neppure molto buoni i rapporti tra Iren e la cittadinanza che non vede
migliorare i servizi e subisce decisioni calate dall'alto". La Cgil invita quindi l'azienda "a fermarsi per un momento di riflessione, evitando di procedere a tappe forzate con altre fusioni o operazioni finanziarie, e di avviare invece un processo di consolidamento delle capacita' industriali dell'azienda
tramite un serio confronto con i lavoratori ed i cittadini".

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