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Lavoratori della cultura in stato di agitazione: presidio il 4 luglio

I sindacati: "I dipendenti dell'Archivio di Stato, della Soprintendenza, della Biblioteca  Palatina e del Complesso monumentale della Pilotta, insieme a quelli che lavorano nei castelli e nei siti di interesse storico-artistico della provincia, sono sempre più in difficoltà a causa di carenze di organico"

Anche i lavoratori della Ministero della Cultura di Parma aderiscono allo stato di agitazione promosso su tutto il territorio nazionale dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil 

"I dipendenti dell'Archivio di Stato, della Soprintendenza, della Biblioteca  Palatina e del Complesso monumentale della Pilott - si legge in una nota dei sindacati -  insieme a quelli che lavorano nei castelli e nei siti di interesse storico-artistico della provincia, sono sempre più in difficoltà a causa di carenze di organico superiori al 50% dovute alla mancata programmazione di concorsi da parte del Ministero, nonostante i massicci pensionamenti degli ultimi anni.

Con le attuali unità di personale in servizio le condizioni di lavoro sono diventate insostenibili come pure sta diventando ogni giorno  sempre più difficile sia garantire la sicurezza dei luoghi e delle opere sia assicurarne la piena fruizione alla utenza. Si corre il serio rischio che l'importante patrimonio culturale cittadino e provinciale non riesca più ad essere pienamente goduto dalla cittadinanza, dagli studiosi ma anche dai turisti a causa dell'insufficiente numero di addetti.

Questa significativa carenza di personale si ripercuote inevitabilmente sui carichi di lavoro che, a fronte anche dell'attuazione del PNRR, diventano sempre più ingenti e gravosi. Se da un lato si rileva l'importanza strategica delle progettualità legate al PNRR, dall'altro è evidente che tale tema non è stato trattato con la dovuta attenzione e di conseguenza non supportato da adeguati interventi occupazionali.

Per queste ragioni i lavoratori, insieme alle organizzazioni sindacali, con il presidio promosso per lunedì 4 luglio davanti alla sede del Ministero dei Beni Culturali a Roma,  chiedono al governo di voler affrontare seriamente la questione prima che sia troppo tardi attraverso un piano di assunzioni che rimedi alla attuale drammatica situazione del personale". 

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