Economia San Secondo Parmense

Lavoratori in nero nel turismo, la Filcams Cgil: "I due locali chiusi a San Secondo? E' solo la punta dell'iceberg"

Il segretario Maurizio Miati: "Il persistere di aziende che si muovono fuori dal perimetro della legalità va a penalizzare quelle imprese che si impegnano nel rispettare le regole"

"La notizia di cronaca riguardante la chiusura di due esercizi commerciali a San Secondo Parmense - si legge in una nota di Maurizio Miati, segretario generale Filcams Cgil Parma - nei quali sono stati trovati ad operare lavoratori senza regolare contratto, se da una parte ci dimostra che i controlli funzionano, ed il plauso va all’operazione condotta dalla Compagnia dei Carabinieri di Fidenza e al Nucleo Carabinieri dell’Ispettorato del Lavoro, dall’altra ci dice chiaramente come anche il nostro territorio non sia immune da simili fenomeni.

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Possiamo affermare come sia un dato consolidato la presenza di lavoratori per lo meno in grigio in diversi settori, tra cui il commercio e il turismo; un fenomeno con radici lontane, ma che trova certamente terreno fertile favorito dall’endemica carenza degli organici di quei servizi ispettivi volti a controlli e prevenzione dei fenomemi di illegalità nel mondo del lavoro. Non scordiamoci che alimentare lavoro nero e lavoro grigio vuol dire tentare di realizzare utili attraverso evasione ed elusione fiscale. Nel caso di cronaca, nello specifico, risulta poi particolarmente grave per uno degli esercizi commerciali chiusi l’assenza del Documento Valutazioni Rischi. A pochi giorni dal grave incidente sul lavoro a Brandizzo, questa azione ispettiva ci testimonia come esista un’imprenditoria spregiudicata a tal punto da ignorare volutamente le norme in materia di sicurezza pur di realizzare maggior profitto.

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Il sistema paese tra i propri punti di forza ha il turismo e il commercio, settori che spesso “vanno a braccetto” l’uno con l’altro, ma il persistere di aziende che si muovono fuori dal perimetro della legalità va a penalizzare quelle imprese che si impegnano nel rispettare le regole. Il Legislatore, contrariamente alle azioni adottate nell’ultimo decennio, dovrebbe avere la forza e la volontà per avviare un sostanziale cambio di rotta che rimetta al centro il lavoro e i diritti dei lavoratori, valorizzando la stabilità anziché il precariato, intervenendo in maniera fortemente incisiva a tutela di salute e sicurezza, adeguando gli organici degli Ispettorati del Lavoro.

Siamo stanchi di queste ripetute situazioni, siamo soprattutto stanchi di vedere governi che pontificano sul mondo del lavoro, senza vedere quello che oramai lo hanno fatto diventare. Il dibattito sul lavoro è incompleto se non ricomprende quello più ampio dei diritti, delle tutele, della dignità e umanità del lavoro stesso".

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