Lunedì, 15 Luglio 2024
Economia

Lavoro, impennata della Cig in Emilia-Romagna: a Parma +119,7% (567.153 ore)

La Uil: "Siamo preoccupati"

Crescono i numeri della cassa integrazione sul territorio regionale. A lanciare l'allarme il focus sulla cassa integrazione elaborato dall'ufficio studi della Uil. In Emilia-Romagna, nel primo quadrimestre 2024 si registrano 18,5 milioni di ore autorizzate di ammortizzatori sociali (cassa integrazione e fondi di solidarietà gestiti dall'Inps), in aumento del 76,3% rispetto allo stesso periodo del 2023. Guardando alla sola cassa integrazione le ore autorizzate sono circa 18,3 milioni con un aumento del 78,5% sul 2023,: l'Emilia-Romagna è terza per maggior incremento sul piano nazionale. Da segnalare che il 67,5% di queste ore, circa 12,3 milioni, sono di cassa integrazione ordinaria, quindi "nuove aziende che subentrano in crisi", evidenzia la Uil.

Da segnalare che l'97% della cassa integrazione (17,6 milioni di ore) interessa il settore dell'industria. Raffrontando il primo quadrimestre 2024 con quello 2023, ad eccezione di Piacenza e Ferrara tutte le province registrano un aumento della cig: Bologna del 92,1% (4,09 milioni di ore), Forlì Cesena del 61,4% (1,05 milioni), Modena del 61,2% (4,01 milioni), Parma del 119,7% (567.153 ore), Ravenna del 106,1% (1,2 milioni), Reggio Emilia del 135,2% (2,6 milioni), e Rimini del 287% (3,2 milioni). Numeri che fanno preoccupare il sindacato. "Contrariamente alla narrazione che racconta di una economia in espansione con crescita dell'occupazione, mostrano un quadro complicato. Evidentemente anche a causa dell'instabilità a livello mondiale, vi sono cali di ordinativi e di fatturato, ma la situazione merita un approfondimento anche da parte del governo per individuare interventi di rilancio", osserva il segretario regionale della Uil, Marcello Borghetti

Ribadiamo che per spingere l'acceleratore su sviluppo e buona occupazione, occorrono interventi a favore dell'economia reale. Occorrono forti misure di alleggerimento fiscale per favorire i consumi di lavoratori e pensionati, la rivalutazione delle pensioni, i rinnovi contrattuali, investimenti pubblici e privati mirati alla crescita di occupazione di qualità. Sarebbe bene che su questi dati, finita la campagna elettorale, il governo convochi le parti sociali per accordare impegni precisi", chiede Borghgetti

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