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Parmalat, il Codacons presenta ricorso al Tar contro l'Opa di Lactalis

Il CdA di Parmalat deve potersi basare su dei dati attuali per svolgere le proprie valutazioni sui piani di sviluppo, ma non può formulare indicazioni compiute perchè Lactalis da anni non pubblica i bilanci

"L'Offerta di Pubblico Acquisto su Parmalat presentata da Lactalis, un'impresa francese che da anni non pubblica i bilanci, viola i principi del Testo Unico della Finanza e del Regolamento Emittenti". Lo sostiene il Codacons che, assieme all'Associazione Utenti Servizi Finanziari, Bancari e Assicurativi, ha presentato oggi un ricorso al Tar del Lazio chiedendo il blocco dell'operazione. "L'Opa in questione - spiegano le due associazioni nel ricorso - viola il principio di trasparenza e non consente scelte consapevoli per nessuno dei soggetti coinvolti: né per gli investitori, né per la stessa Parmalat, né per le parti sociali e i consumatori. Infatti, il CdA di Parmalat deve potersi basare su dei dati attuali per svolgere le proprie valutazioni sui piani di sviluppo, ma non può formulare indicazioni compiute perchè totalmente carente dei bilanci del gruppo acquirente. Possono ravvisarsi violazioni anche nella sfera delle prerogative dei rappresentanti dei lavoratori.

Questi ultimi - aggiungono - devono essere immediatamente informati dell'Opa per poter valutare i possibili scenari della politica industriale delle imprese coinvolte e poter tutelare nel migliore dei modi possibili gli interessi dei lavoratori, come previsto dall' art. 102 del Testo Unico della Finanza".
Inoltre, l'Opa, secondo il Codacons, "mette a rischio anche 1,4 miliardi di liquidità di Parmalat ottenuta dalle banche coinvolte nel crack della vecchia Parmalat e che dovevano essere destinati al solo sviluppo della nuova Parmalat.

Con l'Opa Lactalis potrebbe esserci un ampliamento di sola facciata, perchè le imprese acquistate in futuro da Parmalat potrebbero in realtà far riferimento alla stessa conglomerata Sofil-Lactalis, la quale così potrebbe sbloccare quei fondi di 1,4 miliardi a fronte di un debito per l'acquisto di 3,5 miliardi di euro. La manovra avrebbe l'effetto di alleggerire notevolmente il peso dell'acquisizione. Inoltre - sottolinea ancora l'associazione - appare menomata anche la facoltà dei terzi di avanzare controproposte: l'assenza dei bilanci di Sofil impedisce ad altri soggetti di sapere l'effettiva forza della controparte. Tale riduzione della platea dei possibili contendenti si traduce anche in una perdita per il mercato che non e' in grado di individuare l'offerta piu' conveniente.

Infine - conclude il Codacons - l'Opa costituisce un rischio per gli interessi dei consumatori, la cui risorse saranno drenate a favore di un'impresa francese che in passato non ha abbassato i prezzi, ma anzi ha lucrato sulle economie di scala.
Anche la produzione lattiero-casearia d'eccellenza italiana non sarebbe garantita come oggi". Per tali motivi, il Codacons e l'Associazione Utenti Servizi Finanziari, Bancari e Assicurativi hanno chiesto al Tar "di bloccare l'operazione".

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