per un'istruzione pubblica, gratuita e democratica

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Nessun recupero del potere d'acquisto di insegnanti e personale della scuola, conferma del preside manager, meno risorse complessive destinate agli istituti scolastici: questo è il mix contenuto nell’intesa sul rinnovo del contratto per i lavoratori dell'istruzione. L'aumento previsto dopo nove anni di blocco contrattuale è del 4% (nemmeno la metà dell'inflazione certificata per lo stesso periodo): un aumento medio di circa 90 euro lordi che si contrappone ai 400 netti (a regime) garantiti per i dirigenti scolastici dalla recente Legge di Bilancio. Ma quegli insegnanti perennemente disponibili alla volontà dei presidi potranno continuar ad accedere al “bonus merito” che, secondo l'ipotesi di rinnovo, sarà oggetto di contrattazione. Uno degli elementi più contestati della “Buona Scuola” viene così inglobato nel contratto, oltretutto con conseguente riduzione delle risorse complessive destinate agli istituti scolastici. Per il Governo, e per i dirigenti sindacali che accettano questa impostazione, le risorse pubbliche vanno utilizzate per altro, foraggiare l’industria bellica per esempio: per ogni euro dato ad una qualsiasi scuola pubblica, 8 ne vengono stanziati per l’acquisto di nuovi armamenti. È un quadro da capovolgere, Sinistra Rivoluzionaria è per l’abolizione della “Buona Scuola” e il raddoppio dei fondi destinati alla pubblica istruzione, nessun finanziamento alle scuole private, drastica riduzione delle spese militari e ritiro delle missioni all’estero. Per una Sinistra Rivoluzionaria - Parma

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