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Rapporto economico 2014, il Pil dell'Emilia-Romagna cresce dell'0,3%

E' stato presentato nei giorni scorsi a Bologna il rapporto economico regionale. In controtendenza con le altre regioni italiane, che evidenziano invece un calo dello 0,4%, in Emilia Romagna cresce il Pil di 0,3%. E' l'export a giocare un ruolo fondamentale in questa crescita.

E' stato presentato nei giorni scorsi a Bologna il rapporto economico regionale. In controtendenza con le altre regioni italiane, che evidenziano invece un calo dello 0,4%, in Emilia Romagna cresce il Pil di 0,3%. E' l'export a giocare un ruolo fondamentale in questa crescita. L'export, con un aumento del 4,2% nei primi nove mesi dell'anno, sostiene l'economia regionale. I numeri, seppur deboli, sono orientati verso un segnale positivo, spiegano gli invitati del congresso. L' Emilia Romagna si differenzia per la sua apertura ai mercati esteri che, attraverso l'esportazione, la caratterizza tra le più attive d'Italia.

I prodotti più importati sono quelli metalmeccanici, in crescita del 4,2%. A seguire i prodotti della moda costituenti l'11,8% dell'export, cresciuti del 2,5% rispetto all'anno scorso. Negativo invece il dato proveniente dal sistema agroalimentare che rappresenta il 10,2 % delle vendite all'estero, si registra un calo dello 0,4% dovuto ai prodotti agricoli. Il dato non è rassicurante se si pensa che la nostra regione si è sempre contraddistinta come una delle regioni con il mercato agroalimentare più forte del paese. Altri aumenti invece sono caratterizzati dai prodotti chimici (+3,8%), farmaceutici (+8,9%), materie plastiche e in gomma (+4,4%) e mobili (+14,2%).

Un timido incremento compare anche nel mercato del lavoro. Nei primi 9 mesi del 2014 l'occupazione è salita dello 0,1% rispetto allo stesso periodo del 2013. In diminuzione invece rispetto al 2013 il volume di affari dell'industria edilizia che registra un calo del 4,6%.

"ci sono spiragli di luce dopo un lungo periodo di buio. Da qui deve iniziare la ripresa. L’obiettivo è il lavoro e la crescita per restituire piena occupazione. - conclude il neo presidente Bonaccini presente al congresso- il prossimo gennaio realizzeremo un nuovo 'Patto per il lavoro e la crescita' nel quale Regione, enti locali, Università e le forze economiche e sociali fissino insieme le priorità su cui, ciascuno per la propria parte, possa impegnarsi nei prossimi anni"

I licenziamenti, la chiusura delle fabbriche di questi ultimi mesi insieme alle nuove leggi di stabilità impartite dal governo si auspica non intacchino i lievi segnali di progresso regionali.

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