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Venerdì, 20 Maggio 2022
Economia

A Parma l'export di Mpi supera i livelli pre crisi: +16,8%

L’Emilia-Romagna prima in Italia per crescita del Pil. Si chiude un 2021 in ripresa, ma i costi energetici e la scarsità di manodopera mettono a rischio il 2022

 Durante la crisi del Covid-19 l’Emilia Romagna è stata in grado di recuperare i livelli di Pil pre crisi, posizionandosi al primo posto nazionale per miglior capacità di rimonta. Lo dice Il 17° report di Confartigianato “Le tendenze a inizio 2022, tra rischi e opportunità”. Le variazioni triennali nel periodo compreso fra gli anni 2019 e 2022 registrano una previsione di crescita del Pil dell’Emilia-Romagna del 4,2%, trainato in particolare dall’export.

In regione l’ammontare delle vendite oltre confine di prodotti moda, legno, arredo, metalli, alimentari e altra manifattura, realizzati nei settori a maggior presenza di micro piccole realtà produttive, ha superato quello pre pandemia (I-III trimestre 2019) del +1,8%, grazie al recupero delle esportazioni di mobili (+21,8%), prodotti alimentari (+16,3%), legno (+14,5%), metalli (+6,1%) e beni delle altre manifatture come gioielli, occhiali, etc. (+2,6%). Resta invece ancora preceduto da segno meno l’export dei prodotti moda made in Emilia-Romagna (-12%). A livello provinciale l’export di Mpi nel periodo I-III trimestre 2021 recupera e supera i livelli pre crisi (I-III trimestre 2019) a: Ravenna (+31,7%), Parma (+16,8%) e Modena (+7,7%). 

“Stiamo assistendo a una situazione paradossale. Da una parte si sono create grandi potenzialità di crescita. Basta guardare i dati di recupero del Pil in regione dopo la batosta della prima fase della pandemia, con il mondo imprenditoriale che si è attrezzato per assecondare al meglio questa ripresa, anche con importanti investimenti sul fronte dell’innovazione tecnologica e di sistema. Dall’altra troviamo le imperfezioni del modello economico internazionale, che si sono concretizzate con la riduzione delle materie prime e con un esorbitante aumenti del prezzo delle stesse, in particolare delle commodities energetiche, stanno rendendo vani tutti questi sforzi”, afferma Davide Servadei, presidente di Confartigianato Emilia-Romagna.

Ci sono quindi dei rischi: persiste il problema della difficoltà di reperimento di manodopera che viene riscontrata a gennaio 2022 dal 41,1% delle imprese, quota superiore di 3,8 punti rispetto a quella di gennaio 2020 (37,3%). Se a questa problematica aggiungiamo le incertezze sul fronte materie prime e gli aumenti fuori controllo delle stesse, è difficile fare previsioni per il 2022. Di certo ad oggi le imprese iniziano ad avvertire pesantemente gli effetti del caro prezzi con settori, ad esempio, l’autotrasporto che rischia già di operare in perdita 

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