Economia

Pomodoro, prende forma a Parma il distretto del Nord

All'incontro hanno partecipato numerose aziende conserviere. Il vicepresidente della Provincia, alla guida del Distretto, Pier Luigi Ferrari: "L’dea del distretto allargato al Nord Italia è stata accolta con entusiasmo"

Negli uffici dell’assessorato Agricoltura della Provincia di Parma hanno già cominciando ad arrivare le prime adesioni delle industrie del Nord Italia intenzionate a far parte del distretto del pomodoro. L’idea di allargarne i confini, Pier Luigi Ferrari, alla guida del Distretto, l’ha lanciata a giugno nel corso di un convegno, svoltosi a Parma, che ha riunito tutta la “squadra” del pomodoro da industria per discutere della nuova fase che si sta aprendo.

Con la fine dei cosiddetti aiuti accoppiati e il venir meno delle regole imposte dall’UE, c’è infatti il pericolo che l’intera filiera si ritrovi allo sbaraglio. Davanti all’incertezza Ferrari ha proposto a tutti gli attori di fare sistema, salvaguardando un’organizzazione che ha portato il Nord Italia a diventare primo punto di riferimento nel mondo per la trasformazione del pomodoro. Dopo una campagna che ha dato risultati inferiori rispetto al previsto, la stessa squadra si è ritrovata, in Provincia per un incontro del Distretto con le organizzazioni di produttori, le aziende conserviere del Nord Italia e le professionali agricole. Tema: come far crescere il Distretto per farne uno strumento operativo, efficiente e flessibile, in cui i protagonisti della filiera del pomodoro possano, in questo momento di passaggio, decidere insieme quale strada intraprendere.

L’incontro è stato condotto da Pier Luigi Ferrari, insieme all’assessore Filippo Pozzi della Provincia di Piacenza, Nicola Benatti (Regione Emilia Romagna) e con la consulenza scientifica di Gabriele Canali, dell’Università Cattolica di Piacenza. “ L’dea del distretto allargato al Nord Italia è stata accolta ed è stata manifestata la volontà di essere dentro a questo contenitore – spiega Ferrari - E’ una scelta importante perché si sta promuovendo l’idea di un distretto utile, finalizzato a creare una organizzazione per competere,  essere attrezzati nel mercato e affermare che al nord la qualità c’è e c’è il rispetto delle regole”.

Una cinquantina i partecipanti fra cui molte aziende parmensi. Il Distretto infatti ha già associate imprese quali Rodolfi, Boschi, Emiliana Conserve, Copador, ARP, Consorzio Casalasco del Pomodoro, a cui si stanno affiancando nuove adesioni. Numerose anche le organizzazioni dei produttori agricoli: oltre alle storiche AINPO, ASIPO, CIO, la maggior parte delle OP dell’Emilia Romagna e della Lombardia.

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