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Economia

Premio Parete 2022 a Guido Barilla

L’imprenditore è il vincitore dell’edizione 2022 e sarà premiato a novembre in Università Bocconi a Milano. La Proclamazione torna finalmente in presenza nella caserma Ermando Parete della Guardia di Finanza di Pescara

Guido Barilla è il vincitore del Premio Parete 2022, per l’eccellenza nell’economia. L’imprenditore verrà poi premiato tra ottobre e novembre presso l’Università Bocconi di Milano per la «capacità innovativa che ha contribuito a sostenere il made in Italy nel mondo», nel corso della cerimonia che si
svolge annualmente nel ricordo di Ermando Parete. 

La cerimonia di premiazione a Guido Barilla si svolgerà tra ottobre e novembre, presso l’Università Bocconi di Milano, ormai casa del Premio Parete, che affianca alla cerimonia anche una Borsa di studio, con l’obiettivo di supportare il percorso formativo di un allievo particolarmente meritevole dell’università stessa. Nel 2018 la Borsa di studio è stata assegnata alla giovane Chiara D’Ignazio, ex allieva del Liceo scientifico Leonardo Da Vinci di Pescara, nel 2019 a Emmanuele Luca Varrati, ex allievo del Liceo Enrico Fermi di Sulmona, mentre nel 2020 e il 2021 a Federico Nicodemi e Nicola Vaccaro, studenti della Bocconi di Milano.

Guido Barilla, attuale Presidente del Gruppo Barilla, è nato a Milano nel luglio del 1958. Dopo gli studi in filosofia, nel 1982 ha iniziato la sua carriera presso il dipartimento vendite di Barilla France, consociata dell’azienda di famiglia, per poi compiere diverse esperienze lavorative negli Stati Uniti presso alcune aziende alimentari. Rientrato a Parma, sede del gruppo Barilla, nel 1986 diviene dirigente occupandosi principalmente di internazionalizzazione del business, e nel 1988 assume la carica di Vicepresidente. In seguito alla scomparsa del padre Pietro nell’ottobre 1993, Guido Barilla viene nominato Presidente, carica che detiene ancora oggi. Dal 2009 è, inoltre, Presidente del Barilla Center for Food & Nutrition, ora Fondazione Barilla.

La proclamazione di Barilla è stata decisa all’unanimità dal Comitato Scientifico del Premio Parete e si aggiunge ai prestigiosi vincitori delle scorse edizioni. Da Alberto Bombassei, premiato nel 2021, a Giorgio Armani, premiato nel 2020, ma anche Giovanni Tamburi, premiato in Bocconi nel 2019, fino a Vittorio Colao, premiato nel 2018, e Marco Carrai, premiato nel 2017. L’evento, tornato finalmente in presenza nella caserma Ermando Parete della Guardia di Finanza di Pescara, ha voluto ricordare l’impegno civile e la storia del finanziere Ermando Parete, deportato sul finire della Seconda guerra mondiale nel campo di sterminio nazista di Dachau, in Germania. Liberato nel 1945, riuscendo poi a tornare in patria e al paese natio di Abbateggio (Pescara). Da allora, dopo il
congedo, la forte volontà di dedicare l’esistenza al ricordo degli orrori subiti, invitato presso scuole e associazioni in tutta Italia, fino alla scomparsa nel 2016 all’età di 93 anni. L’appuntamento ha visto, oltre all’intervento e contributo di Francesca Martinelli, conduttrice dei lavori, la presenza di personalità vicine al Premio Parete. Sono intervenuti il Generale di Brigata  Gianluigi D’Alfonso (comandante regionale Abruzzo della Guardia di Finanza), Ottavio De
Martinis (presidente della Provincia di Pescara), Antonio Di Marco (amministratore locale, già sindaco del Comune di Abbateggio, past president della Provincia di Pescara e membro del comitato scientifico del Premio Parete) e Donato Parete (fondatore del Premio Parete, figlio di Ermando Parete).

Ermando Parete nasce ad Abbateggio, montagne abruzzesi, il 15 febbraio 1923. All’età di vent’anni si arruola nel Corpo della Guardia di Finanza, diventando sottoufficiale. Durante la Seconda Guerra Mondiale combatte in Jugoslavia e, dopo l’Armistizio dell’8 settembre del ’43, cerca di tornare in Italia con i gruppi partigiani. Catturato dalle SS a Cimadolmo (Treviso), viene incarcerato e torturato a Udine. Subito dopo verrà deportato nel campo di sterminio nazista di
Dachau in Germania. Nonostante le condizioni disumane, sopravvive fino all’arrivo delle Forze Alleate Usa e alla liberazione avvenuta il 29 aprile del 1945.
Scampato alla tragedia della Shoah, dagli anni Novanta e fino alla scomparsa nel 2016, Parete dedica tale parte della vita a raccontare l’orrore vissuto, come monito perché non riaccada e unendo sempre lo sprone positivo di incoraggiare ed energizzare le giovani generazioni, visitando le scuole italiane e
le università, incontrando i ragazzi, partecipando a convegni, seminari e dibattiti. La nuova grande Caserma della Guardia di Finanza di Pescara, in Abruzzo, è stata inaugurata nel maggio 2017, e intitolata a Ermando Parete.

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